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mercoledì 4 marzo 2015

Marzo

Marzo che arriva, con le prime margherite che ci sono già da un po', e i primi fiorellini blu, che qui chiamano "gli occhi della Madonna". E chissà poi perché la Madonna e Gesù, nati in Medio Oriente ce li vediamo sempre come simil discendenti dei Vichinghi. 
Marzo che mi fa dire al telefono "sto uscendo dall'ufficio e c è ancora un po' di sole" e mi pare già un incanto. 
Marzo che mi fa pensare ad agosto, al fare e disfare, alla voglia di vacanza che mi viene sempre quando vedo il sole. Alle spese che mi piombano addosso e che fanno atterrare violentemente la mia fantasia. Ma ho deciso di pensare a quel che si può fare, più che a quello che non posso fare. Ma manca ancora tanto tempo, e io non voglio correre, che il tempo Oggi, mi piace tanto. E' come essere andati avanti avanti, e poi essersi fermati e tornati indietro. Un po' come quando fai per uscire, poi ti accorgi di aver dimenticato qualcosa e allora torni indietro, a passi veloci e prendi un viso tra le mani per un bacio ancora. Ecco, in questo momento è come se il tempo tenesse il mio viso tra le mani, e va bene così. E cerco di far le cose per bene, di organizzarmi quel tanto che basta, di scrivere quanto più posso che ho una scadenza, manca tanto/poco tempo e non so se, anzi no, voglio farcela, non ci sono ragioni. Marzo che è un già fare il cambio dell'armadio, dai su che il maglione quello di lana grossa lo possiamo metter via. La copertina del divano no, perché quella va bene quando il freddo viene da dentro, che i piedi ancora ce li scaldiamo da soli, ma solo perché stanno troppo distanti dal cuore se no, starebbero al calduccio anche loro. Protetti e coccolati come il mio cuore oggi. 
Marzo che è già zeppo di compleanni, di ricorrenze e di buone speranze. Marzo che ha la promessa di un viaggio a fine mese con Mamma, come ai vecchi tempi. Con la voglia di andare e di ritornare. 
Marzo che è ancora tutto da scrivere... 

lunedì 8 settembre 2014

sono stata nominata...

Lo si sa, e bene o male lo dico a tutti, a me le catene non mi sconfiferano più del dovuto. E sì lo ammetto, vado molto a "simpatia" di chi mi nomina. E io a Patty non resisto. 
Perché ci siamo conosciute fuori da queste pagine, ci siamo viste due volte ma è come se fossimo amiche da anni, perché dopo una giornata passata con lei ho mal di gola per due giorni, e anche lei (ma quanto ci piace chiacchierà!) perché le voglio un gran bene, che quel sorriso ne nasconde di storie, che lei ti racconta come se fossero state tutte facili.
E quindi, se lei mi nomina io rispondo! anche perché mi ha detto che sono fonte di ispirazione, niente meno. 
Quindi, le regole sono:
Mettere il link della persona che ti ha nominato: fatto
Elencare le regole: sto "fando"
Condividere 7 curiosità su di te: farò
Nominare 15 blog che ti sono di ispirazione e informare che li hai nominati: arduo!!!

1) vivo la realtà di blog da 10 anni. e devo dire che sono davvero tanti. con alti e bassi, con voglia di scrivere e voglia di non saperne una pezza. con scontri violenti che nemmeno nella vita "reale" (il confine è spesso labile) e momenti di risate alle lacrime. ho conosciuto tante persone. molte di queste sono "sparite" con la facilità con cui si spegne il pc. altre sono ancora parte della mia Vita e le ringrazio, perché mi hanno arricchita, mi hanno aiutata a crescere, mi hanno fatta ridere e anche quelle che mi hanno fatta piangere. alla fine, ciascuno di loro ha lasciato qualcosa che mi capita di ritrovare in una parola o in una battuta. e mi piace sia così. 

2) sono cinica ma per finta. quando me ne esco con "battute" ciniche o pessimiste in realtà sto solo rispondendo con il carico da novanta della razionalità. in realtà sono ottimista da far schifo, da quando (piccoletta) ho letto Pollyanna e ho imparato il giochino del cercare il lato positivo in tutto, provo sempre a vedere il buono delle cose, ad oggi non sono riuscita a trovare la cosa buona solo in un Fatto... e non credo ce lo troverò mai.  
credo nell'Amore (con la A maiuscola) nel gioco, nei fiorellini nei cuoricini e nel profumo del caffè fatto con amore da chi ti dice "lascia faccio io". credo nella normalità delle cose semplici, dei momenti condivisi come il lavarsi i denti insieme... e tutte quelle cose che vi risparmio o vi faccio venire il diabete. 

3) c ho la fissa per i numeri dispari, in particolare per il 5. 

4) non ho mai tradito. e non lo dico per pontificarmi ma perché è venuto fuori il discorso ieri. solo una volta, avevo tipo 19 o 20 ho baciato una persona che non era il mio ragazzo... (si può definire tradimento?) e me la sono data a gambe. ma con quel gesto ho capito che quella che pensavo fosse una crisi era proprio un punto di rottura. a parte quell episodio, come diceva mia madre ieri "non ha fatto cazzate nemmeno quando stava con quello che l ha menata". e magari se lo meritava pure... 

5)  do un peso smisurato alle parole, al loro significato e al modo in cui vengono usate. (anche se alle volte ho un intercalare da scaricatore di porto). 

6) ho tanta memoria per aforismi, testi di canzoni e battute dei film. e adoro citarle. mi piace associarle ad immagini o a momenti che ho vissuto. sono quelle frasi che penso "io non avrei saputo dirlo meglio". 

7) ho fatto pace. 
con me stessa, con le mie cicatrici, con il mio caratteraccio, con i miei difetti e con il mio essere lunatica. sto imparando a essermi  amica, e concedermi la stessa indulgenza che dedico alle persone a cui voglio bene.  e tutto sommato mi trovo pure simpatica. 

azz che fatica... 
e adesso le nomination: 
se la vorranno raccogliere io nomino Bruno: ispirante perché sa come dire le cose, spesso è riuscito a raggiungere proprio quella zona d ombra che mi spaventava e accenderci una candela. è una di quelle persone a cui non mi stanco di dire "grazie". oggi il mio sorriso è più sereno anche per merito suo. 
Morena: perché la leggo e mi viene voglia di scrivere a mia volta. perché è la mia Socia, e la cosa divertente è che abbiamo un modo così opposto di scrivere, che ogni volta che mi capita di scrivere a quattro mani con lei, mi ribalta ogni pensiero facendomi vedere una prospettiva che per me non c era proprio! 
Cinciamogia: per le sue foto, per la sua ironia attenta e perché entrambe ci facciamo ispirare da un macchinino piccolino che raccoglie parte del nostro mondo. 
Mezzamela: perché la leggo da anni, siamo "vicine di casa" e forse ci saremo pure sfiorate senza saperlo ma non ci siamo mai incontrate. e adoro il suo blog, le sue frasi breve che racchiudono mari di pensieri e riflessioni in cui mi rispecchio. 

non sono 15 lo so... sono pochi... ma sono più che BUONI. 


venerdì 6 dicembre 2013

mumble mumble...

Parlavo al telefono con un amico, un paio di sere fa. 
Dopo un excursus sulla condizione astrale del mio segno, diviso tra un Saturno che rema sempre contro, e un Giove che cerca suo malgrado di metterci na pezza, siamo finiti a discorrere sulla diversità di pensiero tra uomo e donna. 
Argomento sul quale sono stati scritti fior di trattati, enciclopedie infinite con dovizia di sinonimi e contrari, regole e corollari. 
E ancora non s è capito poco più di una mazza. 
I siori maschietti che ci dicono che siamo complicate, noi femminucce che rinfacciamo "ma tu non mi hai mai capita". Il più delle volte sembra di essere alla torre di Babele dei sentimenti. 
Eppure. 
Eppure basterebbe mettersi sì, con la voglia di comprendere e di lasciar respirare. E qui mi riferisco a noi fanciulle, che sì, siamo il sale della vita e il raggio di sole che illumina anche il cuore più tenebroso. Ma perdincibbacco, abbiamo una capacità di smerigliare i maroni (ops!) quando ci si mette di buzzo buono. 
Scena tipo: lui davanti alla tv il mercoledì di champions. lei che tricotta seduta accanto a lui. Ad un certo punto alza in naso dallo sferuzzare, lo guarda e gli chiede "a cosa pensi?" e lui (cadendo dal Del Piero e ricordandosi improvvisamente chi è dove è e con chi sta...) farfuglia un "niente". 
E possiamo stare sicuri che lei risponderà una cosa tipo "no... è impossibile... non puoi non pensare a nulla... ci sono problemi? cosa ti turba? starai mica ancora pensando a lei... la tipetta che in terza elementare ti metteva i pennarelli senza tappo dentro la cartella per attirare la tua attenzione!". Ecco. Noi generalmente siamo così (non tutte, per carità... io ad esempio non so tricottare...) ma in linea di massima lo zen e l arte della pura sega mentale è una cosa che ci appartiene. Ma la grande rivelazione è: lui, in quel momento non sta davvero pensando a niente... al limite nella pausa tra un tempo e l altro può focalizzarsi sul fondo schiena della moglie di Buffon, ma generalmente se guarda la partita, un uomo guarda la partita. 
Siamo noi donne che, mentre stiamo salando la pasta, riusciamo a pensare di dover mettere su la lavatrice, fare la spesa, portare fuori il cane, andare dalla Piera che ha litigato con quello stronzo del Gianni che le ha messo le corna con la zoccola della commessa della videoteca, che lo si doveva immaginare, lo si capiva subito da come l ha guardato la prima volta mentre noleggiava la trilogia di Matrix che c avrebbe messo sopra le mani, sta stronza. E la povera Piera che è tornata da sua madre? che tra l altro soffre pure di sciatica, la madre eh... non la Piera... 
Non paghe c abbiamo sta cosa della sindrome da Candy Candy. Diciamocelo, favole - cartoni animati & Co. c hanno rovinato la vita. Però, preso atto della cosa, dovremmo riuscire a capirlo e andare oltre. Focalizzandoci su un paio di punti molto semplici:
1) se lui ci piace perché è un filo stronzo, di quelli che ci fa stare così... sulle spine... oggi c è domani non si sa.. e noi lì a struggerci con le mani sudaticce intorno al telefono aspettando che chiami... che poi quando chiama ci sentiamo le unte dal Signore, poi quando non chiama siamo sull orlo della crisi di nervi... l è inutile pensare che se la cosa diventa seria cambierà... Non  lo farà se non gli andrà di farlo, se questo è il suo carattere e ci siamo lessate per questo... questo ci si deve tenere. Se non ti va bene fai prima a cambiare uomo. 
2) il pensiero di un uomo è stupendamente lineare. se dice no è no. non è un no ma potrebbe essere che sì, se solo... quella è una nostra prerogativa (presente quando arriviamo davanti alla porta con quattro borse della spesa in mano e la posta tra i denti? lui ci guarda e ci dice "vuoi una mano?" se rispondiamo "no" lui capirà "no"  e tornerà a farsi gli affari suoi... non gli verrà da pensare che quel no significhi "ma secondo te? balengo della val di fassa, pensi sia il sogno della mia vita essere qui carica come un mulo mentre sei lì a giocare con quel x@@*# della playstation? la cavalleria è morta e a me resta il mulo...") 

Insomma... mi chiedevo... 
ma tutte ste storie che ci raccontiamo da secoli "l uomo è cacciatore... all uomo piace la donna misteriosa... bisogna farsi desiderare... vince chi fugge... se ha chiamato tu (eh monella... non si fa!!!) allora adesso deve chiamare lui" sono ancora vere?
e se invece il segreto invece  fosse "vince chi parla chiaro?" 

mercoledì 2 ottobre 2013

Chi ben comincia...

Momentaneamente archiviata la fase "c'hovogliadilagnarmi", dopo un fine settimana in cui mi sono imposta di riposare (a parte il sabato pomeriggio passato per sei ore in compagnia con i Clown di corsia VIP e gli amici dell'ADMO), il mal di testa mi lascia tregua e la vita ricomincia. 
Ieri la Puffa è stata portata dal meccanico per il tagliando e così mi sono riappropriata della vecchia bici. Da splendida quale solo, pensavo con leggerezza che stamattina avrei potuto alzarmi presto e venire direttamente in ufficio sulle due ruote. Tanto che ce vo? E invece... 
E invece mi sono bastati i 10 km e mezzo per arrivare a casa ieri sera a creare una serie di effetti collaterali: a parte il male alle ciappettes non più abituate al sellino, non avevo fatto i conti con quell'aurea di patema che ti viene dopo che risali su un mezzo a due ruote. Ora... non ho mai avuto paura della bici. Sebbene fosse praticamente uguale al modello rappresentato in figura. E sebbene, (e qui se D&R lo so che si sfregherà le dita) dicevo... sebbene io non arrivi a toccare per terra a meno che non scenda direttamente dalla sella, ho sempre sfrecciato come un proiettile impazzito incurante dei pericoli. (ah.. .come suona bene detta così). Ma poi, sarà l età che avanza, la saggezza che cresce, l esperienza che insegna... fatto sta che ieri ho rimpianto persino lo scooter: ruote grosse, luci funzionanti, specchietti retrovisori... mentre pedalavo lungo l argine uno dei pensieri più rincorrenti è stato: se cado non ho nemmeno il casco. E credetemi. Per chi ha dato due belle cappocciate all'asfalto, è un pensiero che fa la differenza. 
Stamattina, con il sole un po' più alto all'orizzonte è andata meglio. Si fa luce sulle paure e magari si riprende un po' di confidenza. Così gli altri due chilometri e rotti per arrivare alla fermata del tram sono stati percorsi a cuor più leggero, lo devo ammettere. E così, la mattina presto mentre la città ancora sbadigliava e io sfrecciavo ancora e di nuovo come un proiettile (a salve) sul marciapiede (quartiere carente di pista ciclabile) pensavo che l immagine faceva molto Flashdance... che tutto sommato non è male passare per l argine e sentire il fiume che mormora poco sotto, che è un modo diverso di
svegliarsi, che il vento che ti passa intorno è piacevole e pure la cellulite resta lì un po' perplessa a chiederti "ma come? così anche tu, oh  brutta, mi tradisci?" e ti senti quasi atletica quando poi, deposte le due ruote prendi al volo il tram, attraversando a passo spedito al strada. 
sì.. non è affatto male. 
Ma trovo estremamente rassicurante e allegro pensare che stasera vado a riprendermi la Puffa, con i suoi filtri nuovi, e il fanale finalmente funzionante... e sì.... sarà meno poetico ma... chissenefrega! 
(Anche perché non ho un boss che mi segua fino a casa, o mi tolga il saldatore di mano per baciarmi... quindi... almeno lasciatemi coccolare la mia pigrizia con della sana comodità). 




martedì 10 settembre 2013

poche idee e...

non voglio scriverti. 
diciamo che ho deciso che non ti voglio scrivere. 
diciamo che ho pensato che forse sarebbe meglio non ti scrivessi. 
diciamo che mi piacerebbe scriverti ma probabilmente è meglio evitare.
diciamo che ho una voglia fottuta di scriverti, ma per non farlo sto valutando seriamente l ipotesi di restare seduta sulle mani, staccare la connessione e mettere il cellulare dentro la boccia del pesce rosso. 

e io non ce l ho il pesce rosso.

giovedì 25 luglio 2013

Di cose frivole...

Sul lato destro della scrivania, fa bella mostra di sé il mio calendario di Parigi. Luglio mi regala una bella foto della Tour Eiffel illuminata al tramonto. 
E scusatemi se è poco. 
Se invece sposto lo sguardo poco più in basso, dove ci sono le caselline dei giorni, posso sorridere ai 4 gg lavorativi che ancora mancano per chiudere per ferie. Il 31 luglio alle 18 e 01, chiuderò a chiave la porta dell'ufficio, infilerò i miei occhiali nuovi, quelli di Holly Golightly e mi sentirò già in vacanza! Anche se ancora non ho deciso che sarà di me nel mese di agosto, anche del domani non ci sarà nessuna certezza, anche se. 
L'unica cosa che mi riesce di vedere in prospettiva e con molta chiarezza nel mio futuro, è un nuovo paio di infradito, (ogni estate ha i suoi riti, ovviamente) preso con l'occasione dei saldi e che per favore non costino più di 8 euro. Il resto è improvvisazione. 
Questa è la prima estate in casina nuova, e a parte i giorni di Pasqua gaiamente condivisi con il sig. Thunder e Signora (grazie ai quali le librerie sono giunte in posizione) non ho avuto tanti giorni per godermela davvero, per apportarle quelle che, in teatro, chiamano le leccatine. Ossia le finiture da "precisetti" per capirsi. E così ci saranno giorni in cui mi dedicherò a lei: a Villa Merlina, e di conseguenza anche a me stessa. (oh yea). 
Da quando è iniziata questa impresa, ho avuto il privilegio di conoscere di persona anche Patty, che lei di impresa ne ha intrapresa una ben più grande e con grande coraggio. Mi piace seguirla in questo "viaggio" perché c'ero quando lo preparava, quando lo vedeva come un sogno e cercava con grande ostinazione di tramutarlo in realtà, mi piace leggerla e mi piace prendere spunto dalla sua esperienza per fare mie certe idee, certi pensieri. Anche nelle piccole cose. (Lo so, sto descrivendo per sommi capi, ma spero così di farvi nascere la curiosità che vi porti a leggerla).
Così, mente L. La Gnocca mi raccontava che di ritorno dalla Croazia in Slovenia è stata fermata alla dogata e le hanno rivoltato la borsa come un calzino, perquisendo ogni singola taschina anche del portafogli, pensavo che se dovesse capitare a me, ci passerei l'intera vacanza in dogana, che la mia borsa ma anche il mio portafogli è un bagaglio a mano di ampio spessore. 
E stamattina mi chiedevo il perché. 
E' lo stesso quesito che vale per la casa. Si va in accumulo di tante, tantissime cose di cui non ci facciamo assolutamente nulla. Perché? Ho, come quasi tutte le donne credo, un mondo in borsa, dai fazzoletti di carta alle pastiglie per il mal di testa, agli assorbenti, il deodorante, l agenda, la penna, la custodia per gli occhiali.... manca il set per il cucito e il ricamo e poi direi che siamo apposto... e nel portafogli? nel portafogli l unica cosa che non c è sono i soldi, per il resto anche qui il superfluo è dilagante. Con il solo rischio che se me lo rubano perdo una foto di mio Padre a cui sono molto legata e la tessera della Feltrinelli, dell Agip, del supermercato... ecc ecc ecc... Ma ho davvero bisogno di tutta sta roba? 
Non sarebbe meglio fare come lor signori che tengono il portafogli nella sola tasca posteriore dei jeans e bon, apposto così? e camminare leggere per le strade del mondo senza slogarsi necessariamente una spalla?
Ecco... mi sto pregustando un agosto fatto di alleggerimento... non solo di pensieri... ma anche di tasche... 

venerdì 12 luglio 2013

è la vecchiaia che avanza...

è ufficiale. 
sono antica. 
e fuori moda. 
me ne accorgo ogni giorno che passa di più. mi accordo che guardo ancora con sospetto i grandi cambiamenti di abitudine. che ho un modo retrogrado di approcciarmi a certe situazioni. praticamente sono jurassica davvero, (come direbbe Elia tra dieci anni... ma questa è un altra storia...). 
fatto sta che, contrariamente a quanto previsto, io stia cercando un posto dove andare in vacanza. all'inizio avevo optato per l acquisto di una tinozza da porre davanti al divano, ove avrei posto un telo mare (che il divano nuovo nun s ha da rovinare perlamoredizeus) e avrei passato il mese di agosto a casina nuova con i piedini in ammollo. ma quando io dico che la vita ha più fantasia di noi, ci credo. ed eccola che ci mette lo zampino e così, Syssa dovrebbe partire per una settimana al mare. e scatta la ricerca del posto ove ritemprare corpo e spirito. sul dove mantengo il riserbo, sia mai che mi si venga a paparazzare. fatto sta che le mie pause pranzo e la pausa caffè vengono investite in ricerca su google per posto, hotel, categoria con piscina o senza fronte mare o no... praticamente mimo la pubblicità della trivago. sito con cui per altro non ho grande dimestichezza. 
ecco. il nocciolo è questo. 
mi va benissimo cercarmi l offerta in rete. ma poi perché non posso parlare direttamente con l hotel scelto? perché devo passare per un centro di prenotazione? "ai miei tempi" trovavo l hotel. con un numero di telefono. parlavo con il Gigi, quello che sta alla reception dal '84 e gli dicevo giorni e servizi richiesti, lui mi dava gli estremi per un anticipo "ma se lei è la figlia della signora che conosce il sig. tizio allora non serve... ci vediamo quando arrivaaaaaa" e tac! prenotazione fatta! addirittura al b&b dove vado di solito quando torno nella mia seconda casa, dopo un paio di mail la proprietaria mi scrisse "ho capito che sei una brava ragazza... non serve anticipo ci vediamo quando arrivi" e siamo diventate amiche. 
oggi saltello tra un click e l altro, e vado per interpretazione "prenotazione gratuita e nessuna carta di credito"... ok... bene... procedo alla prenotazione... "inserisci la carta di credito... è solo ai fini di garanzia... l importo verrà prelevato solo qualora non si presentasse al check in alla data fissata... N.B. l albero però si riserva di poter prelevare l intero importo del soggiorno al momento della conferma della prenotazione qualora lo ritenga necessario". Ma allora... è solo per garanzia o no? prelevi o non prelevi? e se io non avessi la carta di credito? ti mando una mail? eccerto... ma mica lo so quando ti rispondo... e questa è un offerta che va a rubaaaa!!! ma io ho la carta di credito in carta riciclata del wwf... va bene uguale? ma un anticipo mezzo bonifico no? saldo alla fine della vacanza? ma perché devo fidarmi ciecamente di te? io non ti conosco, non so chi sei, so che potresti cancellare con un gesto tutti gli euri miei... 
Gigiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.... 


lunedì 29 aprile 2013

Eventi...

Oggi mi sono truccata. 
Giusto un filo in meno dell'immagine rappresentativa al lato. 
Ma stamattina, reduce da 4 gg di vacanza, nonostante uscire dal letto sia stata un impresa epica (qui piove ancora... tempo da due novembre e sotto il piumone ci si stava una meraviglia) ho trovato il caffè pronto e così ho approfittato dei sei minuti liberi: crema idratante color nocciola e un filo di matita agli occhi. 
E per chi mi conosce sa che è già molto. Un evento... 
Complice questo tempo in cui non sai se farà caldo o freddo o giù di lì, sopra i sempre presenti jeans ho messo una maglia fuxia  che somiglia a quelle delle normali tute... niente di ché. Ma per una che vive in Total Black nella variante Cat (se hai in casa un gatto è impensabile di avere qualsivoglia indumento privo di pelo felino) è il secondo evento della giornata. Cioè, io e il fuxia insieme nella stessa stanza in contemporanea... ho reso l idea?
Entro in ufficio e la reazione del Brontolo è stata (si china di poco in avanti - non perché io sia un tappo versione bonsai come sicuramente D&R arriverebbe a commentare, ma perché sono seduta dietro al bancone e lui in piedi dall'altra parte) e sgranando gli occhi mi dice "ma... si è truccata??? ma che bene che sta... così... con un filo di femminilità!!!" 
Il che mi porta a pensare che, normalmente quando arrivo così con i colori che madre natura m ha dato di suo, devo essere più simile ad uno scaricatore di porto dal colorito etereo di un gambo di porro... 

On Air: Le donne lo sanno - Luciano Ligabue

martedì 15 gennaio 2013

Nostalgia canaglia...

La giornata è di quelle uggiose. Di quelle che ti fanno canticchiare Battisti tra i denti: "ma che sapore ha... una giornata uggiosaaaa... ma che sapore ha... una vita mal spesaaa".
Come quando ero a scuola, mi imbambolo a guardare fuori dalla vetrina, il mento sorretto dal polso e lo sguardo assente. Da qualche giorno sto sognando Parigi e le foto tragicamente morte nell'impatto inevitabile dell'hard disk esterno contro le difficoltà della vita. Sogno di poter tornare a farne di nuove e di migliori in compagnia di Berta, e mi immagino a camminare di nuovo lungo la Senna. "Ho ritrovato me stessa a Parigi" diceva Sabrina nell omonimo film, guardando negli occhi il buon Harrison Ford.
Io ho ritrovato me stessa nell'organizzare il viaggio. Perché è stata la prima decisione che, dopo tempo, ho preso per me stessa, senza chiedere conferme al di fuori di me. Senza ascoltare pareri avversi, ma lanciandomi come se partire fosse stata l'unica cosa da fare. 
E lo era. 
Ho perso quasi tutte le foto, ma ho ancora l atmosfera negli occhi e nelle orecchie. Ci sogno giorni in cui i musicisti di strada riempiono l'aria di P. di note e mi sembra mi proiettino di nuovo lì, vicino alla chiesa del Sacro Cuore. Ci sono le lacrime davanti ad Amore e Psiche del Canova, il voler andare a tutti i costi nella parte del Louvre dedicata ai Pittori Italiani. 
Il voler vincere le mie vertigini salendo sulla ruota panoramica. E vedere la faccia stupita dell'addetto alla giostra quando mi ha visto salire da sola. 
Ebbene sì, i giri che ti fanno fare sono tre e il primo l'ho passato aggrappata alla poltroncina con le unghie infilate nella finta pelle! Ma poi lo spettacolo ti rapisce gli occhi e l'anima, e continui a girarti da una parte e l altra a strappare foto e immagini che vorresti tenerti strette più possibile e non dimenticare mai. C è lo stupore di trovarsi finalmente davanti alla Tour Eiffel, le interminabili code che si fanno per poterci salire, l idea malsana di farlo a piedi (all'epoca il ginocchio era ancora integro), e non riuscire ancora a crederci, di esserci ancora, essere davvero lì. 

ho voglia di tornarci, ho una gran voglia di tornarci... 

On Air: (la colonna sonora del viaggio Parigi Agosto 2010) Je Veux - Zaz

(le foto sono le mie, tra le pochissime salvate)

martedì 20 novembre 2012

And, the winner is...

SYS!
ebbene sì, ho vinto il primo premio assoluto (nonché unico) per la:
SPLENDIDA CAROGNA 2012

del resto, splendida... sono splendida. 
E in effetti, mi sento che splendo. 

Carogna... sono oggettivamente carogna!!!
Unendo le due cose non poteva essere che così. 

La coroncina sul capo me l'ha messa ieri L'Altra S. 
E come dargli torto. Su di lui si abbattono i miei velati (mica tanto), poetici, eleganti e, sempre in punta di fioretto, attacchi di carognite acuta. Che poi ... carogna... non è che sono proprio proprio carogna... diciamo che, spesso dico quello che penso nel modo in cui lo penso e lo arricchisco di un paio di sfilettate degne di una lama di Damasco, che poi, a pensarci bene sono pure e candide, innocenti, sincere, spontanee, angeliche, manifestazioni di limpido e scintillante affetto!

Lo scettro invece me l ha dato il capo D. oggi. Quando sono arrivata in ufficio con la ciambella al cioccolato spolverata di granella cioccolato bianco. 
Dopo avermi dato della "rovina addominali" (e su questo ci sarebbe da discutere), con la bocca incioccolatata e briciolosa ha sussurrato un "carogna" più vicino all'alto stato di godimento del palato che ad una recriminazione reale. 
E sono soddisfazioni. 


mercoledì 24 ottobre 2012

Rivelazioni

Bene, 
ora che anche il Prof. Thunder è stato informato, posso dire ad alta voce che il prossimo cambiamento di considerevole entità consiste nell'abbandonare la Tana del Tasso e trasferirmi in un appartamento vero. Uno di quelli che ha le porte, per capirci. 
E non fate quella faccia. 
La Tana del Tasso ha una sola porta: quella del bagno ovviamente. Ma quella della camera da letto ad esempio non c è. E' in garage. 
La scelta fu obbligata e poco sofferta: libreria o porta? "questa stanza è troppo piccola per entrambe". 

Quindi è tutto deciso. Verso primavera sarò alle prese con scatoloni, carichi e scarichi e pennelli e ansia. Tanta ansia. 
Che sì, lo so, non dovrei. Credo anzi che il peggio sia passato. La fase delle capocciate contro lo stipite (orfano) della porta è passata. Quando tiri fuori il pallottoliere delle grandi occasioni, fai conti su conti, ragioni sui massimi e minimi sistemi, spacchi il capello in quattro e dividere l'atomo in comode rate mensili diventa una bazzecola, insomma, la fase del "faccio bene faccio male è andata". A essere sincera ho smerigliato molto di più i sentimenti altrui quando dovevo decidere se lanciarmi nell'acquisto o meno della Canon. Quella che sarà la mia futura dimora ha ampi spazi e luce discola che si infratta ovunque, entra da grandi finestre bianche e scivola lungo il legno delle camere da letto e arriva al ripostiglio. Sì, Siore e Siori, perché il ripostiglio c è ancora, ed è una manna dal cielo! Così come quei tre fili fuori dal terrazzo dove si possono mettere ad asciugare le lenzuola nelle mattine di primavera. Sono questi, ad oggi i tratti salienti della mia scelta. Anzi no, c è pure la passiflora. Dalla finestra della camera da letto si vede una casa diroccata (!!!) semi coperta dalla passiflora. 
Quando si dice il valore aggiunto. 
Adesso non mi resta che progettare la cucina, inventarmi di capire come funzionano le questioni degli scarichi Cose tipo:"ma come? il lavello sotto la finestra? eh, ma mica possono fare tanta strada o tante curve i tubi eh..." "e ho capito! ma è una cucina non il labirinto di Varsailles non si può tirare un tubo a un metro e mezzo?" 
Iniziano i giri di ricognizione tra mobilifici e affini, ho già fatto la carta family dell'Ikea e affrontate ampie discussioni su tenda doccia sì o tenda doccia no. 
E in tutto questo, or mi domando e chiedo: ma lo spugnato sul muro, sarà complesso da farsi? Mah... 

venerdì 19 ottobre 2012

Pausa

Pausa. 
Le mail da archiviare hanno raggiunto un numero preoccupante, il telefono squilla ma ho bisogno di prendere fiato e quindi
Pausa. 
Settimana ostica, complicata. 
Pensieri tanti, una folla. Spessi come giocatori di rugby che si cozzano addosso e si sbattono di qui e di lì come un canovaccio a scacciare le mosche. La febbre che sale e che scende al pari con lo stomaco che stanotte è andato a salutarsi le adenoidi e in quei momenti lo specchio mi rimanda facce ed espressioni che voi umani non potete immaginare. 
Stanchezza. 
Sono un emotiva, lo so. Lo dicono a mia madre dai tempi della terza elementare "è molto intelligente, si applica e studia molto, quella che la frega è l emotività". E' stato così fino alla maturità (scolastica) e mi sa che persevero e somatizzo. 
Somatizzo i cambiamenti, le prospettive di cambiamento perché i cambiamenti ci fanno perdere il controllo sulle situazioni. Quello che io amo tanto quello che cerco di tenere sempre imbrigliato e che mi fa sentire tanto al sicuro. 
Ma oggi chi è al sicuro? Tutto è precario a partire dal lavoro e c è da cambiare mentalità. Noi siamo cresciuti figli della generazione del "posto fisso" e ce l hanno tolto da sotto il naso. Forse la generazione di mio nipote che non sa cosa riuscivamo a fare con le dieci mila lire della domenica, vivrà il precariato come un dato di fatto. Ma noi ci troviamo smarriti e disarmati. E se io per il momento posso ritenermi ancora fortunata e tranquilla relativamente, una persona molto molto vicina al mio cuore non è così sicuro e a Natale potrebbe già trovarsi a fare i conti con un altro ostacolo da abbattere, o un opportunità da cogliere. Sono sicura che lui ha ormai maturato questa capacità di ribaltare la sorte, lo fa da quando aveva 16 anni. Ciò che mi rasserena un po' è stato potergli dire "se hai bisogno di aiuto, io ci sono" sapendo di poterlo fare senza nemmeno pensarci. 
Cosa che non posso dire all'altro Uomo che amo e che si trova in modo diverso nella stessa situazione. Non perché non voglia ma perché ci sono spazi che non mi appartengono. E allora quello che posso è stargli accanto, mettermi il nasino rosso da pagliaccio e regalargli sorrisi e risate quando si può. E credo mi riesca particolarmente bene. Anche rompergli l'anima con i mille dubbi su scelte pratiche e fondamentali nella vita come "bambù o ciliegio?" e sentire il suo sospiro rassegnato dall'altra parte del telefono e immaginare che faccia quella faccia lì che conosco fin troppo bene. 

Domani però parto. 
Arriverò in stazione che è ancora buio e prendere il treno prenotato 2 mesi fa e tanto atteso, mi aspettano sig. Thunder e Signora, e ore di rasserenanti chiacchierate. C è Chi dice che Thunder mi cazzierà di brutto perché la mia scrittura sembra andata in vacanza permanente, magari ha ragione, ma credo che quando gli spiegherò il motivo capirà pure lui. E poi intanto avremo modo di consumare la suola camminando su e giù per le sue strade, che ho da fare pratica con la nuova Bimba appena arrivata e che ancora fatica a svelarsi in tutte le sue funzioni. 
E poi... 
e poi sono quasi sicura che penserò ad un altro treno, ad un altra destinazione da cui manco da troppo tempo e che troppo mi manca. 
Come mi mancano le coordinate dei tuoi respiri e delle tue braccia in cui riesco ad abbandonarmi e non pensare a niente che non sia tu. Tu e la tua risata tu e il tuo modo di muoverti dentro al negozio di cioccolato, tu che mi scegli il calendario  e mi regali l agenda e mi strigli quando sbaglio il passo. Tu che quando mia madre dice "ma lui lo sa cosa vuoi fare?" rispondi "non è che lo so, ne ho il timore..." tu che comunque sia non smetti di esserci e di esserci per me. 
E se ancora guardo il calendario e non so quando arrivo, sono sicura che arriverò presto. 

(il ventolin è sempre in frigo... )

venerdì 14 settembre 2012

Io vado da Bruno!

maremma marmotta quante cose da fare e quanto poco tempo.
mentre attendo notizie dal fronte occidentale, spiando il telefono qui e lì, mi destreggio con il navigatore che domani mi porterà QUI, pare che ci sia ancora qualche posto quindi... spicciatevi!!
poi... che altro?

e... non ho tempo!!!
ci sentiamo settimana prossima!

martedì 11 settembre 2012

Questione di Ricarica...


“Verifica del flusso dell ettrolito”
“Verificare che si formino le bollicine di deflusso e che l elettrolito discenda lentamente. Lasciare il contenitore in posizione verticale sulla batteria per almeno 20 min.
Attenzione, in caso di mancata formazione di bollicine battere leggermente con le dita il contenitore fino a che esse non si formino.
In nessun caso rimuovere il contenitore dalla batteria”

           Corollario della Batteria secondo SyS:

"Se le bollicine d aria di deflusso non si formano battere ancora delicatamente".
Se delicatamente non è abbastanza battere con un pochino in più di decisione.
Se non è sufficiente la decisione battete con delicata ostilità.
Se la delicata ostilità non è sufficiente provare con un sentito astio.
Insistete ripetutamente con il sentito astio, ma trattandosi di acido abbiate cura di non scivolare su acredine o livore.
Lasciate che l acido scorra al di fuori di voi (proverbio zen).
Se le bollicine si fermano appena smettete di battere, ricominciate.
Se le bollicine ricominciano e appena vi fermate si fermano anche loro, verificare di non avere delle telecamere intorno e di non essere finiti su scherzi a parte.
Passati i 20 minuti con tre soli elettoliti svuotati su sei, siete autorizzati a fare le pernacchie alla batteria, qualora abbiate controllato (a priori) di non essere visti e/o filmati. 
Ricominciate da capo. 

(foto presa da google)

Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...