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venerdì 21 aprile 2017

Lady Mellens...


Ieri Lady Mellens stava volando sul ponte. Da Pasquetta, dopo un attacco epilettico, le sue condizioni sono gravi. Ieri sera, è collassata. Provava a camminare, ma ha perso conoscenza. Ha zompettato verso il ponte arcobaleno, ma, trovatasi al cospetto di San Francesco, l ha trovato stupito del suo arrivo:
"Ma come Milady, già qui? ma la suite imperiale non è ancora pronta... sa... Amazon è in ritardo con la consegna della Jacuzzi... l'aperitivo nel patio dice? mi spiace ma non l'aspettavamo così presto e... anche le olive per il Martini sono finite".
Lady Mellens che non è certo farina da fare ostie, stizzita e scocciata, ha deciso di fare retro front. E indossata la sua 18ma vita, quella in chiffon e ribbons è tornata indietro.
Stamattina era accanto a me, coccolosa e fusante.

mercoledì 11 marzo 2015

Tutta colpa del vento

E sono giornate che, guardi, lasci stare signora mia che nemmeno ne vale la pena.
C è il vento del nord che arriva, spazza tutto, le nuvole, il freddo, i ciclamini che resistono in finestra, i capelli che non stanno più come dovrebbero stare, e tra un po' mi faccio un taglio alla soldato jane, e i pensieri.
Quello che non spazza via è l'emicrania che prende e torna e fa quello che vuole che tanto sta testa per lei è un albergo e se ne infischia.
E per fortuna c è chi si prende cura di me, non solo la mamma che la mamma è sempre la mamma: ma hai mangiato? ma hai preso qualcosa? ti porto qualcosa? ma anche le amicizie, quelle vere, quelle che non hanno paura di disturbare perché sanno che davanti al dolore non s ha da fuggire ma esserci. Che si fa presto a stare in compagnia quando tutto va bene, ma prova tu a stare vicino a chi spataccherebbe la testa contro il primo spigolo. E' lì che si vede, chi SA prendersi cura. Che sia vicino: "ti porto qualcosa? ti vado a fare la spesa? no ma tu chiama eh che arrivo..." o che sia distante: "ti chiamo? adesso ti chiamo. come va? no non dire niente lo sento da come respiri che stai male. non dire niente, tu mettiti lì dormi che io sto qui lavoro e ti faccio compagnia, poi se ti addormenti metto giù". Che non ci vuole mica tanto, signora mia eh, basta poco per sentirsi più vicini, lo diceva anche quello di quella canzone melensa... ma bisogna saperlo fare, prendersi cura dico. che mica tutti sono capaci. Per lo più non si fan sentire "eh ma non volevo disturbarti" pensa se nel frattempo tiro le cuoia, mica mi disturbi più poi, cogli l'attimo va. Eh, ma i tempi sono cambiati, non ci sono più le stagioni di una volta, e non si parla più come una volta, mo pure i morosi si aspettano le chattate su wapp piuttosto che una sana chiacchierata... ma ve li danno ancora i minuti gratis voglio dire? ma ai miei tempi quando si saltavano i fossi per lungo e la telefonata la pagavi, si chiamava con la tesserina della telecom, porcalapaletta, mica ci si faceva infiammare il tunnel carpale a suon di sms, voglio dire. Si telefonava! A casa! poi magari ti rispondeva sua madre "te lo chiamo" sentivi riporre la cornetta sul tavolino, dove c era sicuramente anche il centrino fatto con l uncinetto, non lo vedevi ma potevi immaginarlo bianco e inamidato che manco le stelle d'acciaio dei guerrieri ninja, e la voce in lontananza "Ah Claaaaaaaaaaaaa... viè suuuuu c è la Syssa al telefonoooooooooooo".

E' così bella la voce, creda a me, una voce che ti rincorre, ti capriola intorno, ti fa le carezzine e ti dà i bacetti sul naso. Sale e scende a seconda del discorso, della rasata fresca come un torrentello di montagna, delle pause di silenzio, che non è chiedersi "che je dico" ma suonano un po', perché anche il silenzio suona sa, dicevo, suonano un po' come un "siamo qui non c è bisogno di dire altro tanto ci capiamo uguale".
Tutta colpa del vento, che sei lì e fai pensieri come castelli di carta e poi passa lui e caccia giù tutto, ma insomma, un po' di creanza direbbe zia Fedora, par possibile? e quest estate che si fa? ma vorrei questo e quello, e da dove partiamo? dal fatto che non c è trippa per gatti, che poi uno dice sì sì, belle le parole ti voglio bene/ti amo e via discorrendo, ma vuoi mettere con "bonifico a vostro favore"? uh senta come suona bene. Becera e materialista! e allora ci si inventa, si fa e si disfa, si gioca a tetris e si pensa che il massimo che può capitarci è di passare l estate nel reparto magazzino dell'ikea, lì avranno allestito sicuramente un angolino con i mobili da giardino e le piante, e ci sono le mitiche polpette (che c avranno mai di mitico poi?) e basta andare lì, con le infradito e gli occhiali da sole e il gioco e fatto.
E lì non c è nemmeno vento...



lunedì 12 maggio 2014

di arsenico e di vecchi merletti...

Sta di fatto che, se pur tua madre arriva a dirti "ma si capisce che stai ancora da sola... sei così... puntigliosa... " la questione assume toni drammatici. 
Che poi... puntigliosa. Solo perché, ad un baldo giovinotto che s è preso la confidenza di dirmi "tesoro" via sms, ho risposto semplicemente con un "scusa, tesoro a chi?"
Già difficilmente sono un tesoro per chi mi sopporta e supporta da tempo, figuriamoci di uno che manco ho visto in faccia. 
Le parole hanno un significato, e un peso. E non venitemi a dire che "adesso tesoro lo si dice pure al postino" e al postino glielo dirai tu, io no di certo, tanto l unica cosa che mi porta sono bollette. "eh... ma ormai è intercalare" Eh male! Intercala di qui e intercala di lì, si perde il piacere della sorpresa, dell'attesa, della novità, dell esclusiva. Come arrivare il giorno di Natale e, dopo gli auguri uguali tipo "invia a tutta la rubrica", trovare sotto l albero la busta bianca e uno che ti dice "mah... non sapevo che comprarti, pigliati quello che vuoi". Amaro. Molto Amaro. 
Quanto bella è l'esclusiva? Avere un rapporto esclusivo con un altra persona. Amore o Amicizia che sia... Avere la certezza che quella persona per te è unica. E darle la stessa certezza. Usare per lei un nomignolo che è solo il vostro, pensarla con una canzone che ti fa pensare solo a lei. No, non riciclarla per tutte le donne che incontri perché la prima t è andata di culo. Aggiornati, che tanto di culo non t è andata se stai provando a riciclare la canzone. Fai uno sforzo. Non è che "Ti raserò l aiuola" di Grignani  c ha scaldato il cuore proprio a tutte. Che non so se "Vaffanculo" di Masini, (cantata più volte in loop quando ho lasciato il mio ex convivente) ti farebbe sentire al centro dei miei pensieri. Dai su... sforziamoci. Ok il basso consumo energetico ma la pigrizia mentale ci ucciderà. Sapevatelo. Se avete la fortuna di incontrare una donna che non teme di usare la macchina, non diventate un tutt uno con le pantofole "ah... già che arrivi... ti fermi a prendere la pizza? per me doppia mozzarella". Certo.. se vuoi passo pure in tintoria e ti ritiro le camice stirate... serve altro? 
Dateci il ricordo di un vago senso di corteggiamento, di quel profumo d attesa d altri tempi. Lasciateci qualche dubbio e qualche mistero. 
Non date sempre tutto per scontato. Se ci scrivete sms mentre siete seduti sulla tazza del wc, non rendeteci partecipi di contata esplorazione dell'universo. Permetteteci di immaginarvi mentre lavorate e con una mano ci scrivete di nascosto perché vi manchiamo così tanto da non poter aspettare la pausa caffè. Lasciateci supporre che la canzone L'Anima Vola vi abbia fatto venire voglia di giungere fino a noi, anche solo con il pensiero. Perché essere pensate mentre state in bagno... non è edificante. Credetemi. 
Crolla la nostra autostima e la libido. E c hai voglia a recuperarla poi... non basta un mazzo di fiori. "Mi pensi mentre fai la cacca? dici che porta soldi? bene... fila da Damiani..." Eddai su... dove sta la poesia? Il romanticismo... le farfalle nella pancia sono belle... non sono sempre frutto della  peperonata riscaldata... 
mmmmfrruuuuuufffff... 
Amaro. Molto Amaro. 





martedì 25 marzo 2014

Do i numeri...



Il 2 mi ha fatto lo sgambetto e, inciampando, mi sono infilata con la testa proprio dentro una delle pance dell'8 che ora fa la ulaop intorno al mio collo.
E, invece di aiutarmi, il 9 mi prende in giro spacciandosi per il 6, ma dovrei capirlo che non è lui, il 5 non lo guarda nemmeno, lui che dal 6 non sposta mai lo sguardo. 
Il 7 si è inventato una marcia a ritmo di The Wall dei Pink Floyd, forse si crede un martello. 
L'1 cerca di seguirlo a tempo, ma si vede che è abituato a ballare da solo, mentre il 4 mantiene l'equilibrio come una ballerina, poggiando su una gamba sola. 
Grande assente il 3, ma lui è perfetto e qualcuno, ancora, si chiede se esista davvero.

mercoledì 4 dicembre 2013

eh già...

oppure te ne accorgi e ti lascia così sorpresa e incredula che, nel tempo impiegato a dirti che forse sì, poteva essere, a cercare di focalizzare cosa ti risultasse così familiare da farti, per un attimo, abbassare le difese, arriva qualcun'altro e la prende a braccetto. 
portandotela via... 


giovedì 26 settembre 2013

Keep and Calm ma anche no...

Dio come sono Brava. Me lo dico da sola. Sono Brava. Sono brava perché devo aver preso così alla lettera quel "dille che deve essere forte" che il più delle volte ho la capacità di trasformarmi in un blocco di tufo. E alzo la testa, scuoto i ricci e sembra che tutto mi scivoli a distanza di sicurezza, sì certo... ho sentito un fastidio ma è tutto sotto controllo, sì certo... ce la faccio, ce la posso fare. Ce la faccio benissimo da sola. Del resto da sola sono riuscita a montare anche i bastoni per le tende. Oh come sono brava.
Brava una beata minchia, mi si lasci dire. Perché poi arriva il momento in cui vai sotto pressione, e la pressione diventa tanta... e alla fine fai come il radiatore della mia Puffa che ha rischiato di fondere. E così sono sofferente e insofferente. Sono ancora poco tollerante e non posso nemmeno dare la colpa agli ormoni. E' come se avessi tanta di quella rabbia e stanchezza e disillusione e incazzatura repressa, che basta un niente per farmi saltare i nervi, farmi dire cose acide, e di cui difficilmente mi pento poi, per inciso. O sono incazzata o sono stanca. Ah, che bella compagnia devo essere, e lavoro da meno di 20 giorni.
L'altro ieri guardavo un telefilm. Una ragazza veniva lasciata dal fidanzato e dal giorno dopo si imbarcava in tremila cose da fare, progetti, idee... la testa affollata di pensieri al solo fine di non pensare. La sua migliore amica le diceva "hai bisogno di abbruttirti. non nel senso stretto del termine, ma hai bisogno di un periodo in cui ti concedi di stare male, l elaborazione del lutto". Io questo non me lo permetto mai. Nemmeno quando mi sono schiantata al suolo. Perché se il mio umore era alto lo era anche quello di chi mi stava accanto. E allora sempre avanti. Sempre con il sorriso, sì certo non è facile ma c è di peggio, e ancora avanti. 
Non sono forte. Per lo meno non lo sono sempre. Sono fragile, ho spesso paura. Di non farcela, di prendere delle cantonate, di sbagliare di ferire. Ho imparato a gestire i miei sbagli e penso che imparo da essi, ma soffro. Mi faccio male e spesso non è così semplice rimettere insieme i pezzi. Sono di quelle per cui "la storia" è La Storia, (come mi ha detto qualcuno qualche sera fa) e ci credo ci investo ci lavoro la proteggo... e quando va a rotoli finisco in mille pezzi pure io. E se non lo dico... se dico che capisco, comprendo, condivido, ci provo e mi sforzo. Non significa che sia una passeggiata di salute lasciare andare. Ho bisogno di chiarezza, di punti fermi, di spiegazioni. Amo le spiegazioni. Odio i Forse. non credo a quello che diceva Leopardi che i Forse aprono le porte all'infinito. I forse lasciano sospesi. e cadere dopo una sospensione fa un male cane. 
Insomma... non sono un blocco di tufo. 


venerdì 13 settembre 2013

The Doctor is out...

No, vabbè.. basta... 
non se ne può più. 
o per lo meno credo di essere giunta al limite estremo del mio livello ultimo di sopportazione. 
e la cosa pessima è che non posso nemmeno dire "tra poco parto per le ferie e spengo il telefono" perché porcaputtanasonoappenatornata... 
ma oggi sono stanca. 
sono stanca dei logorroici. di quelli che pensano che il mondo giri intorno a loro e ai loro problemi... di quelli che dopo averti rovesciato addosso la loro cariolata di ansie patologiche e discorsi cretini per almeno un paio d ore, si ricordano di dirti "sì beh... ma tu invece come stai?" e tu, che magari non è che brilli per ottimismo in questi giorni, ti ritrovi a dire "chi? io? una meraviglia" tanto... rispetto a loro tu vivi la pacchia da nababbo... 
non ne posso più di quelli che ti dicono "ah.. guarda... c ho la sciatica.. un male a questa gamba che guarda... non puoi capire... " e tu dici "eh già..." e loro insistono "eh no.. ma così forte.... non s è mai vista... davvero... TU non puoi capire..." 
o quelle che ti dicono "è uno stronzofigliodidonnadifacilicostumi mi tratta malissimo e io sono stanca... che faccio? lo mollo?" e tu magari... (per la 157ma volta, mossa da una forma grave di sindrome da crocerossina) rispondi "beh... in effetti da come si comporta io lo liquiderei e pure velocemente" salvo fatto che poi, dopo un paio di giorni ti senti dire "eeeeh... noooo.. cioè sì... l ho mollato ma abbiamo fatto pace, perché TU non puoi capire il nostro legame... TUnon puoi capire la profondità del nostro legame, TU non puoi capire tale livello d amore". 
e per fortuna che non lo capisco, "tale" livello di amore. che l Amore l ho pure incontrato, e non m ha mai trattato come uno zerbino da emerito buzzurro, e ho dovuto lasciarlo andare perché era meglio così per Lui e la Sua Storia, ma quando c è il rispetto e la franchezza e un amore che è amore e non malattia, gli si può far cambiare colore e forma e tenerlo vivo e in piedi ancora. che non significa che accetti sia andata così. diciamo che te ne fai una ragione e provi ad andare avanti. 
la mia Sciamana mi ha detto che devo imparare a far parlare anche la pancia. di non soffocare sempre quello che sento davvero per dare spazio solo alla testa, di non  tenere sempre così strettamente le redini del mio sentire, di non fare anche quello che non mi va perché devo fare "la brava bambina" a tutti i costi... non sta scritto da nessuna parte che mi debba sciroppare ste rotture di palle ogni sacrosanta ora di ogni sacrosanto giorno... e allora dico basta. 
visto che tanto "io non posso capire"... io me ne tiro fuori. 

mercoledì 4 settembre 2013

U signur...

SyS: Tranquilla nonna... ti accompagno io al pronto soccorso...
Nonna di SyS: ma non voglio disturbarti...
SyS: ma che disturbo... metti poi che mentre siamo lì incontro un bel medico...
Nonna di SyS: così "ci fai all'amore"?
SyS: oddio... ok che sono cambiati molto i tempi... ma come primo incontro basterebbe pure un caffè alla macchinetta...

venerdì 12 luglio 2013

è la vecchiaia che avanza...

è ufficiale. 
sono antica. 
e fuori moda. 
me ne accorgo ogni giorno che passa di più. mi accordo che guardo ancora con sospetto i grandi cambiamenti di abitudine. che ho un modo retrogrado di approcciarmi a certe situazioni. praticamente sono jurassica davvero, (come direbbe Elia tra dieci anni... ma questa è un altra storia...). 
fatto sta che, contrariamente a quanto previsto, io stia cercando un posto dove andare in vacanza. all'inizio avevo optato per l acquisto di una tinozza da porre davanti al divano, ove avrei posto un telo mare (che il divano nuovo nun s ha da rovinare perlamoredizeus) e avrei passato il mese di agosto a casina nuova con i piedini in ammollo. ma quando io dico che la vita ha più fantasia di noi, ci credo. ed eccola che ci mette lo zampino e così, Syssa dovrebbe partire per una settimana al mare. e scatta la ricerca del posto ove ritemprare corpo e spirito. sul dove mantengo il riserbo, sia mai che mi si venga a paparazzare. fatto sta che le mie pause pranzo e la pausa caffè vengono investite in ricerca su google per posto, hotel, categoria con piscina o senza fronte mare o no... praticamente mimo la pubblicità della trivago. sito con cui per altro non ho grande dimestichezza. 
ecco. il nocciolo è questo. 
mi va benissimo cercarmi l offerta in rete. ma poi perché non posso parlare direttamente con l hotel scelto? perché devo passare per un centro di prenotazione? "ai miei tempi" trovavo l hotel. con un numero di telefono. parlavo con il Gigi, quello che sta alla reception dal '84 e gli dicevo giorni e servizi richiesti, lui mi dava gli estremi per un anticipo "ma se lei è la figlia della signora che conosce il sig. tizio allora non serve... ci vediamo quando arrivaaaaaa" e tac! prenotazione fatta! addirittura al b&b dove vado di solito quando torno nella mia seconda casa, dopo un paio di mail la proprietaria mi scrisse "ho capito che sei una brava ragazza... non serve anticipo ci vediamo quando arrivi" e siamo diventate amiche. 
oggi saltello tra un click e l altro, e vado per interpretazione "prenotazione gratuita e nessuna carta di credito"... ok... bene... procedo alla prenotazione... "inserisci la carta di credito... è solo ai fini di garanzia... l importo verrà prelevato solo qualora non si presentasse al check in alla data fissata... N.B. l albero però si riserva di poter prelevare l intero importo del soggiorno al momento della conferma della prenotazione qualora lo ritenga necessario". Ma allora... è solo per garanzia o no? prelevi o non prelevi? e se io non avessi la carta di credito? ti mando una mail? eccerto... ma mica lo so quando ti rispondo... e questa è un offerta che va a rubaaaa!!! ma io ho la carta di credito in carta riciclata del wwf... va bene uguale? ma un anticipo mezzo bonifico no? saldo alla fine della vacanza? ma perché devo fidarmi ciecamente di te? io non ti conosco, non so chi sei, so che potresti cancellare con un gesto tutti gli euri miei... 
Gigiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.... 


lunedì 24 giugno 2013

Non troppo bene grazie... e tu?

 
 Morgana non sta bene... 
Venerdì ce la siamo vista un po' brutta... e al momento le cose non vanno molto meglio. Nel senso... niente di incurabile, ma se non ricomincia a mangiare quanto prima i problemi aumenteranno invece di diminuire... e allora... 
Ieri ci sono stati numeri da circo a casa di Mamma di SyS. Prima bisognava lavarla, poi iniziare la terapia che comprende antibiotico e gastoprotettore... 
Sì. certo. come no. 
Avete mai provato a dare una pastiglia ad un gatto? ecco... immaginate poi un gatto di oltre nove chili. 
Vi giro questa cosa che gira in rete, giusto per riderci un po' su va... e speriamo che domani vada già meglio. 

  • Prendi il gatto e tienilo con il braccio sinistro, come se stessi tenendo un bebè. Metti l'indice ed il pollice nei due lati della bocca del gatto. Spingi leggermente finché non apre la bocca. Appena riesci a fargliela aprire mettigli la pillola in bocca. Lascia che il gatto chiuda la bocca ed ingoi la pillola.
  • Vai a raccogliere la pillola da terra e riprendi il gatto da dietro al divano. Incastralo nel tuo braccio sinistro e ripeti tutto da capo.
  • Vai a riacchiappare il gatto nella camera da letto e butta la pillola che è nel vaso.
  • Prendi una nuova pillola, riprendi il gatto con il tuo braccio sinistro e tieni le sue zampe posteriori con la tua mano sinistra. Forzalo ad aprire la bocca e spingi la pillola nella sua gola con l'indice. Chiudi immediatamente la bocca del gatto e conta fino a 10 prima di lasciarlo.
  • Riprendi la pillola da dentro l'acquario ed il gatto da sopra l'armadio. Chiedi aiuto a tuo marito.
  • Inginocchiati per terra e tieni il gatto con forza tra le tue ginocchia, ricordati di tenere le sue quattro zampe. Ignora i grugniti emessi dal gatto. Chiedi a tuo marito che tenga con forza la testa del gatto, mentre tu gli apri la bocca. Metti una spatola di legno nella sua bocca, il più giù possibile. Lascia scivolare la pillola sulla spatola e massaggia vigorosamente la gola del gatto.
  • Riprendi il gatto che sta attaccato alla tenda della stanza e vai a prendere un'altra pillola. Ricordati di comprare una nuova spatola e di cucire la tenda. Avvolgi il gatto in un asciugamano in modo che ne esca solo la testa. Chiedi a tuo marito di tenerlo fermo così. Sciogli la pillola in un po' d'acqua, apri la bocca del gatto con l'aiuto di una matita e butta il liquido nella sua bocca.
  • Guarda nel foglietto illustrativo del medicinale se questa pillola è nociva per gli uomini. Bevi un po' d'acqua per cercare di calmarti. Passa un po' di disinfettante sul braccio di tuo marito, fascialo e pulisci le macchie di sangue sul tappeto con acqua tiepida e sapone.
  • Vai a riprenderti il gatto dal vicino. Prendi una nuova pillola. Butta il gatto nell'armadietto della cucina e chiudi lo sportello, lasciando la sua testa di fuori. Apri la bocca del gatto con un cucchiaio. Lancia la pillola nella bocca del gatto con l'aiuto di un elastico.
  • Vai in garage a prendere un cacciavite per rimettere lo sportello dell'armadietto della cucina a posto. Metti dei fazzoletti di cotone con ghiaccio sui graffi del tuo viso e cerca tra i tuoi documenti la data dell'ultima volta che hai fatto l'antitetanica. Butta la tua camicetta e vai a mettertene un'altra.
  • Chiama i pompieri per riacchiappare il gatto sull'albero dall'altra parte della via. Chiedi scusa al vicino che si è fatto male nel tentativo di scappare davanti al gatto in fuga. Prendi l'ultima pillola della scatoletta.
  • Lega le zampe posteriori del gatto a quelle anteriori con una corda e fissale ad una gamba del tavolino della camera da pranzo. Mettiti dei guanti da giardiniere. Apri la bocca del gatto con una piccola chiave inglese. Mettici la pillola con un pezzettino di filé mignon. Tieni la testa del gatto in verticale e buttaci mezzo bicchiere d'acqua per aiutarlo ad ingoiare la pillola.
  • Chiedi a tuo marito di accompagnarti al pronto soccorso più vicino. Siediti tranquillamente, mentre il dottore ti ricuce le dita ed il braccio e rimuove parte della pillola che ti è rimasta incastrata nell'occhio destro. Fermati al primo negozio di mobili che incontri mentre torni a casa dal pronto soccorso ed ordina un nuovo tavolino per la tua camera da pranzo.

lunedì 6 maggio 2013

venerdì 3 maggio 2013

di frivolezza, di borghi, di insalata e Coldplay

Ho fatto una ricerca su immagini di google cercando "frivola" e mi è uscita questa immagine qui. 
Che c'entra? Niente... ma tant'è. 
Oggi ho pensieri frivoli. Al lavoro tutto è tranquillo, c'è chi ha fatto ponte direttamente dal 25 aprile, e quindi un minimo si cazzeggia pure... 
Complice una strana e quanto mai rara tranquillità emotiva, mi ritrovo a godermi la gioia e il gaudio di cose piccole e, solo apparentemente insignificanti. Canticchio tra me e me quella vecchia canzone che fa "la cambio io la vita cheeee... non ce la fa a cambiare meeee..." e mi fermo giacché mi sento stonata pure per iscritto. Ho un block notes nuovo, di quelli da meno di un euro, con una copertina orribile ma della grandezza perfetta. Né troppo grande né troppo piccolo. Ci sto facendo la lista della spesa. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Sembrerei una donna a dieta. In realtà sì, vabbè sono a dieta (ma forse non dovrei scriverlo con cotanta convinzione visto il barattolo di Nutella nascosta in dispensa) ma sto principalmente cercando di assumere un alimentazione sana e sfruttare al massimo la nuova cucina imparando a evitare le schifezze pronte e preferendo le cose fresche (Nutella a parte). 
Da non so quale scatolone, sono usciti anche i consigli della mia Sciamana. Se fai le cose per 30 gg. di seguito diventa abitudine, diceva. Spolverato anche questo detto, sto provando a rimetterlo in atto e vediamo che ne esce. 
Ho voglia di svegliarmi presto e di godermi le giornate. Ho voglia di fare. Tipo, mi piacerebbe prendermi il libro di Borghi di Italia, e visto che questa che viene sarà un estate casalinga, concedermi qualche giretto armata della macchina fotografica e delle immancabili infradito. Mi sono già informata su tempi e costi di quella che probabilmente diventerà la piscina riferimento, e grazie come sempre all'aiuto di due persone che mi amano molto (anche se entrambi non lo dicono mai) ho deciso di scrollarmi di dosso le paturnie legate al ginocchio gigio. Il più delle volte usiamo ad hoc pretesti per inventarci scuse che diventano copertine di Linus. E la cosa divertente è che finché qualcuno non te lo mette davanti al naso, nemmeno te ne rendi conto. Sei assolutamente convinto che sia così. E così credo di aver fatto negli ultimi 2 anni, per certi versi. Tra motti di reazione e paciosa e tranquilla pigrizia. 
Ho voglia di progettare e di smettere di farlo. Nel senso che per svariati motivi mi sono trovata spesso a progettare cose tra qui e tre mesi. E poi questa cosa fa parte del mio dna, progettare le cose, guardare avanti mi piace. Ma sto scoprendo anche l'arte dell'improvvisazione. La bellezza di scegliere le cose dell'ultimo momento e vedere che funzionano e stupiscono. Scaricare la vita di Aspettative. Questo è il trucco. Soprattutto se d abitudine le andiamo a poggiare sulle spalle altrui, restando immediatamente delusi o feriti quando questi non fanno quello che noi ci si aspetterebbe facessero. (Dio... suona terribile persino da scriversi). 
E poi continuo a vivermi il mio momento Coldplay... 
e bon... 

mercoledì 27 marzo 2013

Pensieri & Parole...

Esiste un unità di misura per esprimere un sentimento?
C è forse un limite, un metodo per capire cosa, quando e soprattutto quanto mostrare di se stessi? Alle volte si vorrebbe dire, ma si dice troppo, o troppo poco.
Alle volte penso semplicemente che siano tutte seghe mentali.
Me ne accordo dai discorsi, quelli fatte con le amiche. Certo, magari poi noi donne la si pensa in un certo modo, allora, vi prego Signori, smentitemi.
"Sai... vorrei anche dirgli che mi manca... ma poi chissà che pensa"... eh.. penserà che gli manchi, dico io. Ennò... penserà che magari sto andando in cerca di una relazione seria, che voglio essere soffocante, che limito la sua libertà e magari non è pronto a sentirsi dire una cosa così, potrebbe vederla come una cosa impegnativa... potrebbe...
O forse potrebbe pensare semplicemente che gli manchi...
"Vorrei vederlo... vorrei incontrarlo... vorrei dirgli di fare questo.... o quello ma poi se rifiuta?" e se rifiuta pazienza... vuol dire che non può o non gli va... e se non può troverà un altro momento e te lo dirà, se non gli va vuol dire che devi volgere il tuo sguardo altrove... no?
Ma la nostra paura nasce dal fatto che a smettere di vivere sospese nell ipotesi, ci si scontra con la certezza? Meglio il limbo del "chissà se..." che "è così, allora svolto"? Ma alla fine, perché ci si nasconde così? Aveva ragione John Lennon, viviamo in una società in cui ci si nasconde per fare l'amore e poi l odio viene palesato sotto la luce del sole. L'amore, i sentimenti, ci rendono nudi davanti all'altro ed esposti alla sua capacità di farci soffrire. Allora meglio nascondersi, muoversi con la velocità di un bradipo, lanciare la battuta così che si possa ritrattare "sì vabbè ti ho detto che ti voglio bene... ma è chiaro che scherzassi vero..?"
Non mi piace... non mi piace. Adoro dire a chi amo che lo amo e farglielo capire, farglielo sentire soprattutto. Non mi stanco di farlo anche se poi sì, certo... succede che ti prendi la porta in fronte... ma come potrei vivere con il rimpianto di non averlo detto abbastanza? 
Sarà perché non sono riuscita a salutare mio Padre? non sono riuscita a dirgli un altra volta che gli volevo bene? è andato via in fretta con l ambulanza quella mattina... e pioveva... l ho guardato solo dalla finestra... come si fa ad aver paura di dire ad una persona "tu mi rendi felice?" e nello stesso tempo se devi dire ad un altra "sei un rompipalle non ti sopporto più" ci esce così veloce dalla bocca prima che dal pensiero... 
Come diceva quella poesia? "la gente nasconde l amore come un fiore troppo prezioso per essere colto..." 

martedì 19 marzo 2013

Passata è la tempesta...

... forse... 
perché a guardare quello che, in futuro, sarà il salotto uno non direbbe... lo scatolone regna sovrano. 
in più ieri ho lottato, armata di avvitatore, contro questo comò ikea che mi ha fatto uscire un diavolo per capello. 
in compenso... Melli ha provveduto ad un approfondito controllo qualità di ogni singolo cassetto. 
oltre agli stipetti della cucina, al contenuto di ogni scatolone, all'armadio e via discorrendo. 
rincorre con passione ogni singolo fantasma che abita quelle stanze, e anche se provo a rassicurarla sul fatto che non deve aver paura, lei sta lì a far la guardia mentre dormo. secondo me ha ripreso almeno un paio di anni di giovinezza, nell ultimo periodo passava i giorni dormendo tra divano e letto e oggi invece rincorreva un pelucco illuminato dal sole, è uscita a salutare merli e passerotti, insomma... è in continuo movimento, tutta curiosa e attenta... vedere lei finalmente tranquilla mi toglie metà della stanchezza di dosso. 
e poi finalmente ho dormito... nel senso che il mio cervello ha deciso di smettere almeno per una notte di stilare promemoria, fare elenchi e conti e mi ha lasciata riposare. ho scoperto che mi piace camminare tra una stanza e l altra facendo più di sei passi... e poi ho la scrivania davanti alla finestra, che fa molto sex and the city... certo io non vedo new york.. ma posso sempre immaginarmela. 
insomma... 
mancano le tende, i quadri, manca tutto il salotto e lo specchio nel bagno... mancano ancora una vita di cose... ma, come direbbero a new york, qui si parla di home... e non più di house... e la casa è come una pianta che mette radici nel tempo (parola del Fratellone).

venerdì 8 marzo 2013

Risponde la segreteria telefonica di SyS




sono nel caos più totale...
ho poche idee e molto confuse, e tutte concentrate sul trasloco imminente.... se volete lasciare un messaggio fatelo dopo aver ascoltato il segnale acustico... ;)  sicuramente vi rispondo!!! 



martedì 5 marzo 2013

Potpourri...

oh smissiotto di pensieri...  che dir si voglia... 
da dove cominciare?
ah sì... sabato finalmente sono riuscita ad incontrare la Mitica Patty, in tutta la sua splendida altezza e il ciuffo biondo e ribelle, almeno quanto lei. 
è destino che le mie amiche siano gnocche... che ve devo dì? ciò che colpisce di lei è quella luce sberluccicante negli occhi e l energia che trasuda. una valanga di idee in movimento, nell'ora e mezzo che abbiamo passato nella Terra degli Hobbit abbiamo arredato e cambiato arredamento alla casina tipo una ventina di volte. e poi si è bivaccato direttamente tra le sale dell'ikea. e pure lì le idee si sono accavallate e mimato un intero campionato di rugby. la cosa divertente è che ci siamo salutate con il mal di gola! "ma quanto ce piace chiacchierà????" pazzesco... mai successo!
e poi?
e poi è chiaro che, Edison ha illuminato il mondo, ma l Enel non ha la benché minima idea di come fare a ripigliarsi il suo contatore infognato in un distributore di dubbia origine e natura... e quindi sono ancora senza luce...
oggi mi stanno montando la cucina... la mia prima cucina tuttamiatuttaseria... e io sono emozionata. stamattina ho portato lì LEO il bonsai... che per nome e per presenza spero porti energia positiva e fortuna... e poi... ? che altro?
uhm... ah sì... sono tesa nervosa stanca preoccupata agggitata con tre g, poco tollerante e critica... ma anche fantasiosa ed elettrica e la testa che va a mille... e smemorata insieme.. e poi ho una data da guardare sul calendario! finalmente visto che Thunder e Signora sono sempre più vicini! e spero che per quando arriveranno qualcosa abbia preso a funzionare per il verso giusto... e se no ci inventeremo qualcosa no? e... vabbè... per ora stacco che ho da andare... vado eh... vado... 
ma dov è che dovevo andare???

guardate che v ho sentiti!!!! 

lunedì 18 febbraio 2013












... attonita, nevrotica, ansiosa, agitata, instabile, emotiva, tesa... ma sicuramente sveglia. più o meno. 

Il primo che mi dice che "single è bello, decidi tutto tu, fai tutto tu, tutto quello che vuoi tu, dai un bacio a chi vuoi tu e tutti giù per terra", giuro che lo meno con un crick. 
Qui son giorni, signori miei, in cui la tensione si spreca. Ieri la mia pressione si è stabilizzata allegramente tra il 130 e il 96, vivevo di pensieri verdi e fritti. Per stemperare ho fatto una passeggiata in serra con la Genitrice, e mentre giravo tra il verde e i colori, pensavo che mi piacerebbe arredare casetta nuova nella Terra degli Hobbit, con più piante e meno mobili. Che dite? 
Ah... mia croce mia delizia. è lei la fonte principale del mio subbuglio emotivo. 
Sarà che fa tremare le fondamenta del mio conto corrente già labile. Sarà che, come già fatto notare nell'introduzione al post, tutto deve essere deciso fatto e pensato con il solo ausilio della mia testa. E sì, è bello pensare che la condizione della Donna Autonoma, nella mia persona brilli al suo massimo splendore. Ma ammetto altresì, che non mi farebbe proprio schifo l'idea di condividere questo momento con Qualcuno. Almeno avrei la consolazione, qualora qualcosa andasse male (e ci andrà perché se sta scritto che qualcosa ha da andare male, lo farà e in triplice copia) di dire "eccoooo lo vediiiiii??? è tutta colpa tuaaaaa!!! lo sapevo avrei dovuto arrangiarmiiiiiiiiiii..." invece no... ci saranno capocciate da dare. Ne sono quasi certa. Adesso gli spigoli, in casa nuova non mancano. 
Per fortuna, ho a chi posso decantare i miei pazzi acquisti creandogli non pochi scompensi emotivi! Ma questa è un altra storia... 

E poi... 
E poi il Poderoso, salvo complicazioni stasera va. Parte verso nuove avventure con il suo nuovo proprietario. Ieri gli ho fatto la doccia, gli ho sgarruppato il motore e preparata la borsina con tutte le sue cose. Da una parte è quasi un sollievo. Vederlo lì e non saperlo più mio era difficile. Dall'altra è comunque una separazione. A lui sono legati una serie di ricordi splendidi. Ma c est la vie,  oggi ci saluteremo, e saprò che ci siamo lasciati da buoni amici. 
Insomma... aria di cambiamenti e di stravolgimenti sul fronte Nord Est... e non è che l inizio...



mercoledì 6 febbraio 2013

io penso quindi...

... mi snervo...
(autocommiserazione modalità ON)

che poi non è nemmeno vero che penso troppo...
cioè sì... è vero.
non solo penso... ma mi faccio di quei film che nemmeno Zeffirelli, signori miei... il punto è che poi come regista me la faccio e me la dico, e mi compiaccio. poi se gli attori fanno di loro iniziativa e improvvisano ci resto di stucco, come un barbatrucco. 
e sbuffo. 
in questi giorni sbuffo. entro in casa, guardo il caos dilagante e sbuffo... non è che ci si possa mettere lì a fare ordine, il disordine sono gli scatoloni, aperti o chiusi che siano. sono la poca voglia che mi viene di fare, che se apro un altro scatolone dovrò imparare a volare. e quindi, ok mi fermo aspetto per lo meno le chiavi. guardo il calendario e questo febbraio mi sta già stretto e come tutti i febbraio della mia vita è il mese più corto e non passa mai. e poi oggi è pure quel buio grigio chiaro (e questa da dove l abbiamo tirata fuori?) diciamo che è quel buio chiaro dove la luce accesa non ti pare stonata. diciamo che stamattina cercando il maglione di lana ho pensato "miii che palle"... e avrei voglia di cose più leggere. diciamo che vorrei mettermi a dieta (ma quando mai l ho sospesa?) e poi penso che ho voglia di cose dolci. diciamo che ho voglia di andare a "correre" anche se correre proprio non è, e poi quando sono le 6 del pomeriggio andrei volentieri a planare sul mio divano. diciamo che vorrei arrivare a casa e prepararmi una cenetta da single felice e autosufficiente ma di quelle belle (cene, non single), con la tovaglietta di banano intrecciato e il calice di vino (ma da quand è che bevo vino?) e invece apro il frigo e bon, sgranocchio qualcosa in piedi vicino al tavolo intanto che il brodo di dado bolle, (a proposito: devo inserire il dado nella lista della spesa che è finito...). non sarebbe meglio cucinare per qualcuno? diciamo che vorrei prendere e partire e poi mi chiedo per dove. vorrei comprarmi una borsa nuova e poi penso che non ne ho bisogno, è superfluo, così investo la stessa cifra in un rabbocco di olio per la puffa. (beh sì, il senso pratico non dorme mai).
vorrei stupirmi e poi scarico l ultima app sul cellulare: l oroscopo di paolo fox, che invece di elargire speranza mi dice pure che la mia situazione astrale fa vagamente schifo. siamo alla frutta (diooo, il primo stadio avanzato del pateticismo!)... Insomma... ultimamente la cosa più eccitante in cui sono incappata è stata una domenica pomeriggio all'ikea a prendere il comò blu. 
Non va bene... non va affatto bene... diciamolo pure. 
Allora che si fa? in questi casi solitamente scuoto la testa, respiro a fondo e dico "da adesso si cambia!" e inizio a marciare a passo spedito verso l ignoto armata del mio migliore sorriso, di un insano ottimismo che zeus solo sa da dove lo tiro fuori, ad oggi è ancora un mistero, e inizio quella fase zen dove mi stupisco per le piccole cose, godo della presenza di una canzone che mi piace alla radio, mi illumino per un sms inatteso, gioisco per un qualcosa che stava sepolto in armadio e che magicamente ritrovo, mi elevo in canti di giubilo per un deodorante da auto nuovo (chi si accontenta gode?? ma dove? ma quando? questa è fanfalucca quanto "chi disprezza compra") ma oggi no. non ne ho nessunissima voglia. 
oggi ho solo voglia di dire "CHE PALLE". 

(autocommiserazione modalità OFF)


ps. è proprio vero... quando non si ha voglia di niente, significa che si ha bisogno di tutto... 


martedì 22 gennaio 2013

essere o non essere...

C è modo e modo. 
D'accordo sull'importanza della sostanza, ma anche la forma ha la sua importanza. 
Anche nei rapporti più stretti.
Qualche giorno fa, F. mi ha detto "sei l unica persona che se mi dice vaffanculo non mi incazzo". Anche perché, a meno che non si stesse scherzando e la mia risata sia palese, difficilmente dico una cosa così ad un amico. 
Va bene, generalmente ho un lessico che non è proprio di quelli usciti dall'accademia della crusca, ma se mi rivolgo ad un  altra persona, soprattutto una che mi sta a cuore, la parolaccia non la uso mai. Non mi piace non la trovo rispettosa, al di là di quella che può essere una battuta. Ma lo scherzo deve essere chiaro. Ci sono, nei rapporti,  quelli che io chiamo "i punti di non ritorno". Quei confini del rispetto che, se superati, non puoi tornare indietro come se nulla fosse. E' sistematico che qualcosa si spezzi. Dare del cretino all'uomo che amo, anche in mezzo ad una discussione, per me è inconcepibile. Puoi essere incazzata fin che vuoi, ma se ami rispetti. Se manchi di rispetto vuol dire che non ami. E a quel punto cosa ci stai insieme a fare? Si può tornare a dormire come niente fosse accanto all'uomo a cui hai dato del deficiente? Io non ci riuscirei. 
Stessa cosa nei rapporti di amicizia.
Ragionando con L. lei mi diceva "con la mia migliore amica io non ho filtri, dico la cosa come la penso e mi piace sia così. con l'altra L. invece, so che il carattere è diverso e quindi modulo le cose". 
Mi piacciono i rapporti senza filtri. Dove l'altra persona può dirmi quello che pensa, nel modo in cui lo pensa.  Ma sono io che inconsapevolmente metto dei picchetti? 
Tempo addietro mi è stato chiesto il parere in merito ad un testo. Trattandosi di una persona che conosco da molto, e trovando il lavoro pressoché illeggibile, ho cercato il modo di esprimere il mio parere nel modo più delicato e diplomatico possibile. La critica non è stata presa per "costruttiva" ed evidentemente qualcosa è cambiato, perché per tutta risposta si è cominciato a toccarmi su cicatrici aperte (tipo l'incidente e il dolore non solo fisico che ha provocato) e su ciò che sono, ad oggi i pensieri positivi, quelli della casa nuova. Cose tipo "ti piace davvero quella roba lì? bleeeeee che schifoooo". 
Davanti a cose così, io mi blocco. Se mi attacca una persona da cui non mi aspetto di essere attaccata non riesco a reagire, non è che mi incazzo, resto... attonita. E non rispondo. O non rispondo come vorrei. 
Giusto o sbagliato che sia prendo le distanze. Mi allontano, penso che magari non è stato volontario, che magari era una giornata difficile, che magari aveva mille scuse... ma qualcosa dentro di me cambia. Mi si spegne dentro la volontà di condividere. 
Forse sono io, che vivo un po' chiusa in quella che è una torre d avorio fatta, per quanto possibile per l amor di dio non senza errori da parte mia, di buone maniere, quelle che tanto predicava zia Fedora. Sono io che predico lo spirito libero e poi sono permalosa. 
Forse... 
Ma sono altrettanto convinta che zia Fedora, quando diceva che era buona educazione salutare e dire per favore e grazie, non diceva proprio delle scemate demodè.


Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...