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lunedì 9 dicembre 2013

La sintesi non mi appartiene... (e francamente me ne frego)

Ho iniziato la serata con un incontro ravvicinato con l'asfalto. 
Di nuovo. 
Probabilmente ho cercato un movimento repentino, ed è chiaro che io e "repentino" non siamo fatti per stare insieme nella stessa frase. Le dinamiche sono ancora in corso di accertamento, ma il fatto reale e concreto è il mio ruzzolare sull'asfalto con tanto di colpo al ginocchio Gigio che oggi, in prossimità delle placche, si tinge di un blu cobalto molto glamour. 
Ma, i grandi maestri Zen da Confucio, passando per Gandhi fino alla prozia Fedora, insegnano che dopo ogni caduta ci si rialza più forte. E così è stato. Forse era un modo che l'Universo ha usato per dirmi "hai voglia di andare a pattinare sul ghiaccio? bene... vai! che se zompi per terra il titanio regge. l'osso non sappiamo, ma il titanio regge".
Dopo la rappresentazione scenica della valanga veneta sono stata al cinema. E poi al Mac. Me ne sono tornata a casa con un bagaglio di considerazioni da fare e osservazioni da intascare. 
Due domande sono state poste ai commensali: "Quali sono le cose che per te sono importanti?" e "Cosa cerchi in uomo?". Oh belle. Ho cercato per quanto possibile di rispondere alla prima delle due. Ma ho avuto mozione di sfiducia in quanto "non ho il dono della sintesi". 
Dono complicato se sei costretto a riprendere il filo 4 volte a causa di sei interruzioni... Alla seconda ho risposto con un aggettivo: NORMALE. e qui ho avuto mozione di sfiducia per eccesso di sintesi. (ed eccesso di banalità evidentemente...)
Ora, visto che qui sono a casa mia, e che se v annoiate, avete la possibilità di cliccare su quella crocetta rossa in alto, ho deciso che rispondere a modo mio. 
Le cose per me importanti sono riassumibili in una sola. Chiamateli Affetti, chiamatelo Amore, chiamatelo come volete. Amo la mia famiglia di origine più di qualsiasi altra cosa al mondo. Nutro il desiderio di averne una mia, lo nutro, lo coltivo, lo accarezzo e lo porto con me nel taschino più interno della borsa. Dell'Amore voglio tutto: la passione, il brivido, l incazzatura, il fare la pace, l incontro e lo scontro. Voglio la comunicazione, la condivisione, i regali a San Valentino, i cupidi e i post-it attaccati alla caffettiera. Voglio la volontà di non arrendersi, la capacità di provare a comprendersi, voglio il tanto disprezzato compromesso, perché significa venirsi incontro a metà strada. Voglio la solidarietà, l intimità, il difendersi e il rispettarsi reciprocamente, voglio l unione che fa la forza. Voglio anche i momenti difficili, quelli che ti mettono alla prova, perché la vita non è rose e fiori e cuoricini con il fru fru. Voglio l indipendenza sana, quella che non ti fa dire "io c ho da fare i cazzi miei, fottiti..." ma quella che deriva dalla consapevolezza che una coppia è l unione di due individui, e che come tali avranno punti di unione e punti di divisione, e il diritto di avere un proprio spazio esclusivo, senza necessariamente parlare di persone appiccicose come "cozze". Voglio un rapporto fatto di sostanza, di quelli che non trovano fondamentali le cose, gli accessori, la forma... Ogni uomo che incontriamo pare debba superare l'esame a pieni voti ad ogni uscita o è alla gogna. Non tanto importante il cosa si fa, ma il come lo si fa... la banalità è ben altra cosa.
Cosa cerco un uomo?
un pensiero quanto meno simile... con la diversità che ne deriva dal essere diverso il suo modo di vedere certe cose. una persona che abbia voglia di mettersi in gioco e ipotizzare, valutare l idea di abbozzare dei progetti... insomma... una persona... normale.
che dite? provo su ebay?

Ad ogni modo... se siete sopravvissuti fino a qui, vi regalo una chicca: questa è stata la colonna sonora del mio rientro a casa. Alzate la musica, fate vibrare le casse.

On Air: Layla - Eric Clapton





martedì 24 settembre 2013

Sì sì... d accordo...tutto bello, bello tutto ma per me è no.

Oggi è una di quelle giornate tipo: "perfavorenonfatemiincazzare". 
Sono giorni che non riesco a dormire, o meglio mi sveglio tipo alle 5 del mattino, lucida come un giudice e non c è verso di ricadere in dettaglio, al punto che quando Chris inizia a canticchiare per dirmi che è tempo di alzarmi, spataccherei il telefono come, una volta ai bei vecchi tempi, si spataccava la sveglia. 
Che io quando dormo poco non brillo per simpatia. Se non mi si può parlare troppo prima del caffélatte, un motivo ci sarà, no?
Che poi l autunno è sì puccipucci cicci cicci come ho scritto nei post precedenti, ma è anche una gran rottura, per chi come me vivrebbe volentieri scalza 365 giorni all'anno. E così mi divido tra il male ai piedi e il mal di testa. 
E non è simpatico perché non essendo poi così alta, spesso non sai dove finisca l uno e cominci l altro. 
E poi c è Brontolo, a cui il buon umore post vacanza è sfiorito come la mia abbronzatura. Ieri se ne esce con una cosa tipo "ma lei è la segretaria... non è indispensabile che capisca ciò che le dico... deve semplicemente fare ciò che le dico..." che poi non è nemmeno un cattivo soggetto voglio dire, ma di tanto in tanto gli si darebbe volentieri un paio di testate. Mi sono rifatta quando, convinto di fornire una grande verità al mondo tipo aforisma di Seneca, se ne esce dicendo "voi donne avete un modo complesso articolato e tortuoso di ragionare... non vi si capisce"... e in quei momenti nella mia testa scatta quel trip disinibito tipo post canna: quando i filtri sul lessico si abbattono e così come la pensi esce "sarà perché noi donne per natura usiamo più neuroni anche in contemporanea... e chi è abituato ad usarne uno solo invece..." per fortuna l' universo fa pure squillare il telefono al momento propizio... 
Eh sono cose Signori miei... lasciatemi andare a farmi un caffè. Ci metto pure un poco di cacao prometto... tipo Mocaccino... che domenica quando sono arrivata in stazione a momenti salgo sul treno per Torino anziché Conegliano (ugualiiii) e Freud c avrebbe avuto molte cose da dire... Ma chi lo ascolta più??? mo c ho Bruno che me ne fo di Freud?
e boh. 

aggiornamento delle 16:00 sono riuscita pure a rimanere in panne in tangenziale... per fortuna nell unico tratto (prima della rampa) ove presente la corsia di emergenza... e sono riuscita pure a non incazzarmi... ohmmmmmmmmmmmmmm

venerdì 13 settembre 2013

The Doctor is out...

No, vabbè.. basta... 
non se ne può più. 
o per lo meno credo di essere giunta al limite estremo del mio livello ultimo di sopportazione. 
e la cosa pessima è che non posso nemmeno dire "tra poco parto per le ferie e spengo il telefono" perché porcaputtanasonoappenatornata... 
ma oggi sono stanca. 
sono stanca dei logorroici. di quelli che pensano che il mondo giri intorno a loro e ai loro problemi... di quelli che dopo averti rovesciato addosso la loro cariolata di ansie patologiche e discorsi cretini per almeno un paio d ore, si ricordano di dirti "sì beh... ma tu invece come stai?" e tu, che magari non è che brilli per ottimismo in questi giorni, ti ritrovi a dire "chi? io? una meraviglia" tanto... rispetto a loro tu vivi la pacchia da nababbo... 
non ne posso più di quelli che ti dicono "ah.. guarda... c ho la sciatica.. un male a questa gamba che guarda... non puoi capire... " e tu dici "eh già..." e loro insistono "eh no.. ma così forte.... non s è mai vista... davvero... TU non puoi capire..." 
o quelle che ti dicono "è uno stronzofigliodidonnadifacilicostumi mi tratta malissimo e io sono stanca... che faccio? lo mollo?" e tu magari... (per la 157ma volta, mossa da una forma grave di sindrome da crocerossina) rispondi "beh... in effetti da come si comporta io lo liquiderei e pure velocemente" salvo fatto che poi, dopo un paio di giorni ti senti dire "eeeeh... noooo.. cioè sì... l ho mollato ma abbiamo fatto pace, perché TU non puoi capire il nostro legame... TUnon puoi capire la profondità del nostro legame, TU non puoi capire tale livello d amore". 
e per fortuna che non lo capisco, "tale" livello di amore. che l Amore l ho pure incontrato, e non m ha mai trattato come uno zerbino da emerito buzzurro, e ho dovuto lasciarlo andare perché era meglio così per Lui e la Sua Storia, ma quando c è il rispetto e la franchezza e un amore che è amore e non malattia, gli si può far cambiare colore e forma e tenerlo vivo e in piedi ancora. che non significa che accetti sia andata così. diciamo che te ne fai una ragione e provi ad andare avanti. 
la mia Sciamana mi ha detto che devo imparare a far parlare anche la pancia. di non soffocare sempre quello che sento davvero per dare spazio solo alla testa, di non  tenere sempre così strettamente le redini del mio sentire, di non fare anche quello che non mi va perché devo fare "la brava bambina" a tutti i costi... non sta scritto da nessuna parte che mi debba sciroppare ste rotture di palle ogni sacrosanta ora di ogni sacrosanto giorno... e allora dico basta. 
visto che tanto "io non posso capire"... io me ne tiro fuori. 

martedì 3 settembre 2013

Uh, che flash...

Non ho ancora finito di smaltire il numero considerevole di mail scaricate ieri.
Ma visto che il personale qui latita, eccomi qui. Voglia di riaprire le finestre, far passare un po’ di aria in queste stanze fin troppo chiuse e togliere qualche ragnatela qui e lì. Quando ero più piccola e le vacanze “fuori casa” duravano minimo 15 giorni era bello tornare a casa. Dopo esserti abituata a scorrazzare in mezzo agli alberi di un campeggio e a dormire sul materassino ad aria, il mio letto era meglio della Terra promessa. Ritrovavo la mia camera (in comunione dei beni con il Fratellone) e i miei giochi. Era un emozione.
Quest anno sono stata oltre confine per una settimana risicata e tornata a casa mi sembrava di essere appena partita. Tra l'altro per motivi un po’ lunghi a spiegarsi, il bagaglio era decisamente più pesante che alla partenza. Ma vabbè, è andata così.
C’è da dire che, per fortuna, ho tenuto il tasto “metapinamedesperata” in modalità ON per circa una settimana, poi mi sono rotta le scatole e ho deciso che urgeva piano di contrattacco all’umore di cacca, e ho rimesso in funzione i neuroni.
Così ho giusto qualche progettino di azione da mettere in atto. Uno di questi, ad esempio, m è venuto così, adesso, su due chiappe (sto seduta, alla scrivania mica in piedi) mentre cercavo la mia consueta immagine di apertura post. Voglio cominciare una collezione di cartoline. Sono stanca di ritrovarmi sempre e solo bollette nella cassetta delle poste. Ho voglia di cartoline, di riceverle, di spedirle, di andare personalmente a comprarle nei posti che Voglio andare a visitare... insomma, credo che il progetto principale ad oggi delineato sia il desiderio di rimettermi in movimento. Ho passato troppi anni a dire “mi piacerebbe ma non posso” perché mancavano totalmente i mezzi.
Ora i mezzi sono ancora molto, molto limitati, ma l aver finito di pagare i debiti altrui mi concede il lusso di pensare per me.

Ed era ora, mi si aiuti a dire. 

venerdì 5 luglio 2013

poche idee e pure...

SyS: buongiorno agenzia7nani... 
Utonto: ah... bOngiorno... cercavo Pisolo... ma mi risponde lei... come ze che funsiona?
SyS: il collega non c è, è in ferie rientra settimana prossima, e ha attivato il trasferimento di chiamata. Posso esserle comunque utile?
Utonto: ah... ho ordinato delle lampadine... e... cosssì... chiamavo per... lei sa Gnente?
SyS: no detto così no... gentilmente, lampadine di che marca?
Utonto: ah... no mi no me ricordo...
SyS: eh... trattiamo più marche... ha un codice, magari un appunto del collega?
Utonto: ah... no savaria.... go anca cambià e braghe da quel giorno...(trad. ah... non saprei, ho anche cambiato pantaloni da quel giorno)
SyS: e meno male... ma, l'ordine, presso quale grossista le ha fatto?
Utonto: eh... ah ricordarse... so miga dirghe... 
SyS: ehm... capisco, ma... mi scusi... ma quindi cosa voleva sapere?
Utonto: sa dirmi se ze arrivate?
SyS: 

lunedì 24 giugno 2013

Non troppo bene grazie... e tu?

 
 Morgana non sta bene... 
Venerdì ce la siamo vista un po' brutta... e al momento le cose non vanno molto meglio. Nel senso... niente di incurabile, ma se non ricomincia a mangiare quanto prima i problemi aumenteranno invece di diminuire... e allora... 
Ieri ci sono stati numeri da circo a casa di Mamma di SyS. Prima bisognava lavarla, poi iniziare la terapia che comprende antibiotico e gastoprotettore... 
Sì. certo. come no. 
Avete mai provato a dare una pastiglia ad un gatto? ecco... immaginate poi un gatto di oltre nove chili. 
Vi giro questa cosa che gira in rete, giusto per riderci un po' su va... e speriamo che domani vada già meglio. 

  • Prendi il gatto e tienilo con il braccio sinistro, come se stessi tenendo un bebè. Metti l'indice ed il pollice nei due lati della bocca del gatto. Spingi leggermente finché non apre la bocca. Appena riesci a fargliela aprire mettigli la pillola in bocca. Lascia che il gatto chiuda la bocca ed ingoi la pillola.
  • Vai a raccogliere la pillola da terra e riprendi il gatto da dietro al divano. Incastralo nel tuo braccio sinistro e ripeti tutto da capo.
  • Vai a riacchiappare il gatto nella camera da letto e butta la pillola che è nel vaso.
  • Prendi una nuova pillola, riprendi il gatto con il tuo braccio sinistro e tieni le sue zampe posteriori con la tua mano sinistra. Forzalo ad aprire la bocca e spingi la pillola nella sua gola con l'indice. Chiudi immediatamente la bocca del gatto e conta fino a 10 prima di lasciarlo.
  • Riprendi la pillola da dentro l'acquario ed il gatto da sopra l'armadio. Chiedi aiuto a tuo marito.
  • Inginocchiati per terra e tieni il gatto con forza tra le tue ginocchia, ricordati di tenere le sue quattro zampe. Ignora i grugniti emessi dal gatto. Chiedi a tuo marito che tenga con forza la testa del gatto, mentre tu gli apri la bocca. Metti una spatola di legno nella sua bocca, il più giù possibile. Lascia scivolare la pillola sulla spatola e massaggia vigorosamente la gola del gatto.
  • Riprendi il gatto che sta attaccato alla tenda della stanza e vai a prendere un'altra pillola. Ricordati di comprare una nuova spatola e di cucire la tenda. Avvolgi il gatto in un asciugamano in modo che ne esca solo la testa. Chiedi a tuo marito di tenerlo fermo così. Sciogli la pillola in un po' d'acqua, apri la bocca del gatto con l'aiuto di una matita e butta il liquido nella sua bocca.
  • Guarda nel foglietto illustrativo del medicinale se questa pillola è nociva per gli uomini. Bevi un po' d'acqua per cercare di calmarti. Passa un po' di disinfettante sul braccio di tuo marito, fascialo e pulisci le macchie di sangue sul tappeto con acqua tiepida e sapone.
  • Vai a riprenderti il gatto dal vicino. Prendi una nuova pillola. Butta il gatto nell'armadietto della cucina e chiudi lo sportello, lasciando la sua testa di fuori. Apri la bocca del gatto con un cucchiaio. Lancia la pillola nella bocca del gatto con l'aiuto di un elastico.
  • Vai in garage a prendere un cacciavite per rimettere lo sportello dell'armadietto della cucina a posto. Metti dei fazzoletti di cotone con ghiaccio sui graffi del tuo viso e cerca tra i tuoi documenti la data dell'ultima volta che hai fatto l'antitetanica. Butta la tua camicetta e vai a mettertene un'altra.
  • Chiama i pompieri per riacchiappare il gatto sull'albero dall'altra parte della via. Chiedi scusa al vicino che si è fatto male nel tentativo di scappare davanti al gatto in fuga. Prendi l'ultima pillola della scatoletta.
  • Lega le zampe posteriori del gatto a quelle anteriori con una corda e fissale ad una gamba del tavolino della camera da pranzo. Mettiti dei guanti da giardiniere. Apri la bocca del gatto con una piccola chiave inglese. Mettici la pillola con un pezzettino di filé mignon. Tieni la testa del gatto in verticale e buttaci mezzo bicchiere d'acqua per aiutarlo ad ingoiare la pillola.
  • Chiedi a tuo marito di accompagnarti al pronto soccorso più vicino. Siediti tranquillamente, mentre il dottore ti ricuce le dita ed il braccio e rimuove parte della pillola che ti è rimasta incastrata nell'occhio destro. Fermati al primo negozio di mobili che incontri mentre torni a casa dal pronto soccorso ed ordina un nuovo tavolino per la tua camera da pranzo.

mercoledì 5 giugno 2013

qui l empirismo è di casa...

Sys prende in mano il telefono e chiama il consolatore della sua anima afflitta... 
Sys: ESSSEEEEEEE...  una catastrofeeeee!!! ho pucciato l'auricolare nel cappuccino... 
Altra S.: nooooooo ... e funziona ancora?
Sys: mah... la lucina si accende e si spegne... la sciura dentro dice on off... ma non si connette... cioè... ci prova ma non ce la fa...
Altra S.: ma... l hai asciugato?
Sys: eccerto... 
Altra S.: e prima l avevi risciacquato in acqua?
Sys: sotto l acqua corrente dici? ma no... così l ammazzo del tutto la sciura no?
Altra S.: allora... devi sciacquarlo. da spento e poi asciugarlo bene... 
Sys: sicuro? cioè... apro il rubinetto e .. 
Altra S.: sicuro... 

Sys procede... del resto... si fida... eccerto... eccome se si fida... 
Sys: ESSSSSSSSSEEEEEEEEEEEEEEE... un disastro. 
Altra S.: perché?
Sys: adesso manco s accende... la sciura non dice più on off... è morta. annegata... 
Altra S.: ma no. è impossibile. 
Sys: sarà pure impossibile. allora l impossibile è qui... nel mio ufficio. 
Altra S.: hai provato a metterlo in carica? si accende? lampeggia qualcosa... ? 
Sys: nu... (con vocina tremolante ad un passo dal pianto)
Altra S.: ma no.... è strano. perché risciacquandolo hai tolto lo zucchero che è corrosivo quanto il sale, e quindi.. 
Sys: ma il cappuccino era amaro... non c ho messo lo zucchero dentro... 
Altra S.: ah. e non potevi dirmelo prima?
Sys: ...

mercoledì 22 maggio 2013

the end?

come sempre parto da un immagine. 
le foto mi aiutano a trovare l origine del pensiero. ho un insieme di parole che si muovono alla rinfusa nella testa, la foto che mi colpisce a prima vista, mi aiuta a dare senso e ordine. 
la fine di qualcosa coincide con l inizio di altro?
la fine di un film è l inizio della pubblicità... la fine di un giorno è l inizio del giorno dopo...  di solito funziona così. 
mi sento su quella linea. ma non in bilico come un equilibrista. credo che il tempo del funambolismo per ora possa ritenersi archiviato. mi sento stabilmente sospesa su quella linea che forse è una fine e forse è l inizio. 
oddio... a dirla così la faccio pure più grande di quella che è... 
è che l altro giorno parlavo con L'altra S. delle mie sensazioni sul mio compleanno, sul fatto che ora guardo la foto di mio Padre e vedo un mio coetaneo. e questa cosa mi ha stranita. 
lui mi ha detto "potresti scriverci su..." e io nell'immediato ho pensato al blog, e ho detto no. a lui, su una mail strettamente personale sì, ma qui non ci riesco. ma non è nemmeno che non ci riesco. non voglio. 
perché è un argomento così intimo e sentito che qui non lo scriverei mai. 
e non offendetevi... non è che mi sia stancata di condividere con voi certe cose. è che in questo periodo mi sento estranea dal blog, dalla rete, dal rapporto che si ferma al commento, al "mi piace". mi sento estranea alle cose postate per abitudine, alle corti e alle dame di compagnia, ai conflitti virtuali, come se non ce ne fossero che basta nel reale... ho voglia di voci e di mani, di occhi, di una birra bevuta in silenzio tanto lo senti il deglutire di chi ti sta accanto. ho voglia di tenere per me i pensieri più intensi. ho voglia di tenere per me i miei sentimenti, che alle volte anche se non scrivi che ami una persona non significa che hai smesso di amarla. semplicemente hai smesso di dirlo ad alta voce. 
dopo 10 anni di blog, di dinamiche di blog, e di discorsi da blog, ho idea di aver bisogno di prendermi una pausa. 
oggi va così... 
del domani non c è certezza... 




lunedì 13 maggio 2013

Avviso ai naviganti...

Sto diventando cattiva. 
Cinica. 
Intollerante. 
Poco paziente. 
Ed estremamente schietta. 

E mi vado benissimo così. 



lunedì 6 maggio 2013

mercoledì 3 aprile 2013

mmm...

A correre troppo ci si perde di vista. 
Non solo tra conoscenti, anche con se stessi. 
E fin qui, ho scoperto l'acqua calda. 
Ci si vede allo specchio. Non ci si guarda. Poi una sera accendi la luce e di rimando, lo specchio ti presenta un viso stanco, con le sopracciglia in disordine, i capelli più ribelli del solito e il pallore che definisci etereo, più vicino all'immagine di un cetriolo dimenticato fuori dal frigo. 
E non va bene. 
Ieri sera me ne stavo tutta raggomitolata dentro al letto, aspettavo si scaldassero le lenzuola ed ero lì che pensavo, a tutto a niente a non lo so. Poi ho deciso di girarmi, cambiare posizione. Ho allungato le gambe ed è stata quasi una rivelazione mistica. E non fate quella faccia, sembra un idiozia ma non lo è. Quanto sei teso da tempo non ti accorgi di essere sempre teso. Poi c è Quel momento in cui allenti la tensione estendi la gamba e la sensazione di relax ricomincia a defluire e arriva un po' ovunque. L ho notato ieri sera, è una bellissima sensazione. 
E ho pensato, sul limite del dormiveglia. Devo far sgranchire le gambe anche alla testa...


p.s. Tu hai ragione un altra volta. 
tanto per cambiare... 


martedì 2 aprile 2013

troppo...

stanca fiscamente
insofferente mentalmente
poco paziente globalmente
stressata illimitatamente
annoiata moderatamente
perplessa alternativamente
selettiva emotivamente
polemica diplomaticamente
assorta logisticamente
per scrivere qualcosa che abbia senso...





venerdì 8 marzo 2013

Risponde la segreteria telefonica di SyS




sono nel caos più totale...
ho poche idee e molto confuse, e tutte concentrate sul trasloco imminente.... se volete lasciare un messaggio fatelo dopo aver ascoltato il segnale acustico... ;)  sicuramente vi rispondo!!! 



martedì 5 marzo 2013

Potpourri...

oh smissiotto di pensieri...  che dir si voglia... 
da dove cominciare?
ah sì... sabato finalmente sono riuscita ad incontrare la Mitica Patty, in tutta la sua splendida altezza e il ciuffo biondo e ribelle, almeno quanto lei. 
è destino che le mie amiche siano gnocche... che ve devo dì? ciò che colpisce di lei è quella luce sberluccicante negli occhi e l energia che trasuda. una valanga di idee in movimento, nell'ora e mezzo che abbiamo passato nella Terra degli Hobbit abbiamo arredato e cambiato arredamento alla casina tipo una ventina di volte. e poi si è bivaccato direttamente tra le sale dell'ikea. e pure lì le idee si sono accavallate e mimato un intero campionato di rugby. la cosa divertente è che ci siamo salutate con il mal di gola! "ma quanto ce piace chiacchierà????" pazzesco... mai successo!
e poi?
e poi è chiaro che, Edison ha illuminato il mondo, ma l Enel non ha la benché minima idea di come fare a ripigliarsi il suo contatore infognato in un distributore di dubbia origine e natura... e quindi sono ancora senza luce...
oggi mi stanno montando la cucina... la mia prima cucina tuttamiatuttaseria... e io sono emozionata. stamattina ho portato lì LEO il bonsai... che per nome e per presenza spero porti energia positiva e fortuna... e poi... ? che altro?
uhm... ah sì... sono tesa nervosa stanca preoccupata agggitata con tre g, poco tollerante e critica... ma anche fantasiosa ed elettrica e la testa che va a mille... e smemorata insieme.. e poi ho una data da guardare sul calendario! finalmente visto che Thunder e Signora sono sempre più vicini! e spero che per quando arriveranno qualcosa abbia preso a funzionare per il verso giusto... e se no ci inventeremo qualcosa no? e... vabbè... per ora stacco che ho da andare... vado eh... vado... 
ma dov è che dovevo andare???

guardate che v ho sentiti!!!! 

mercoledì 27 febbraio 2013

... pensavo...


















E' nei cambiamenti che troviamo uno scopo. 
Eraclito. 

E di cambiamenti in questi giorni ce ne sono tanti. Non solo nella T.d.T. (Tana del Tasso) che giorno dopo giorno viene smantellata. 
E non è semplice assistere, ma soprattutto essere fautori di questo cambiamento. Perché prendi un oggetto che in quel contesto rappresenta un ricordo, un momento particolare e lo metti in uno scatolone. Mi chiedo sempre se, dall'altra parte della Terra degli Hobbit, quando aprirò questi scatoloni, ritroverò al loro interno le stesse forme, la stessa sostanza. Sono altresì convinta che ci saranno nuove cose, soprattutto nuove emozioni  che potranno stupirmi, tra quelle mura che sono decisamente più di 4! Lo scorso fine settimana sono stata lì 4 volte in due giorni e ogni volta vedevo un angolo con una luce e una prospettiva diversa. Per il momento il filo comune che lega tutte le stanze è la mia poca voglia di riempirle. Voglio spazio libero, voglio aria e colori chiari. 
Ma c è un bagaglio di ricordi, di cui sento forza e odore ogni sera quando rientro. La prima volta che ho attaccato solo il mio cognome sul campanello, la prima volta che ho infilato le chiavi dicendo "casa mia". Le sere del Pianerotolo's party con i compagni di sventura, controllare veloce che fosse tutto in ordine prima che arrivasse l altra S. le stampelle e il sole sulle tende di bambù... ma non è ancora il tempo degli addii. E non è questo a cui penso ancora mentre mi imbambolo a guardare la pioggia rimbalzare nella pozzanghera qui fuori. C'è che sono davanti ad una svolta. 
Patty mi diceva che chi decide di cambiare casa, molto spesso è perché sta cambiando qualcosa dentro di sé, è ad un punto di svolta nella propria vita. Io credo di iniziato a far cambiare qualcosa a settembre, quando sono andata al seminario di Bruno, perché volevo leggermi dentro le cose che mi sfuggivano. O che fino ad allora non avevo il coraggio di vedere. E farlo con Bruno mi rasserenava, per la persona che pensavo che fosse e che infatti ho avuto conferma essere. E poi? poi ho cominciato un po' per volta a modificare l atteggiamento. Non scegliere le cose in base all'abitudine bensì, sforzarmi di fare cose alle volte scomode ma che non avevo fatto prima. Tipo uscire anche quando non ne ho voglia. Lasciare a casa le cuffie quando vado in palestra per evitare di chiudermi fuori dal mondo (su questo ultimo punto sto rivalutando l idea di rimetterle in borsa...). Ma soprattutto l autostima. Questa sconosciuta... Siamo sempre più propensi a credere ad un offesa più che ad un complimento. E allora ho cercato di focalizzarmi più su chi mi apprezza che il parere di chi giudica solo per ciò che vede. E non pensavo che le cose sarebbero cambiate così tanto. Decidere di diventare la mia migliore amica è stata forse la scelta migliore che potessi fare. Non sempre, non tutte le occasioni sono buone, alle volte lo specchio è ancora poco clemente, ma gli faccio spallucce, e sto acquistando sicurezza e forse un filo di determinazione. Certo, ancora ci sono momenti in cui vado nel panico. Ma mi accorgo che, soprattutto d istinto rispondo quello che davvero penso. Cosa significa? Ad esempio ieri M. mi dice "non ti preoccupare per il trasloco, sono sicura che ce la farai". Stavo imballando le cornici con le foto e ho risposto di rimando "Certo che ce la farò, ce l ho sempre fatta". Mi sono fermata con il nastro isolante in mano... come un flash. Ma è vero. Un modo l ho sempre trovato. Alla fine, ce l ho sempre fatta. 
Quando mio Padre si ammalò e gli dissero "leucemia" e senza appello, aveva solo un anno in più di quelli che ho io oggi. Se n è andato dopo due. Ma non è sempre necessario rapportarsi ad una storia come questa per decidere che la vita non può essere solo un susseguirsi di giorni, che scorrono uno dopo l altro nel pensare "avrei voluto dire, avrei voluto fare". Non sono fatta, non riesco ad accettare l idea di vivere di rimpianti. Solo alla morte non c è rimedio, per tutto il resto quando qualcosa ti fa soffrire, ti fa male non ti piace, si ha l obbligo morale verso se stessi di cambiare. Di scegliere di poter vivere meglio. 
Non intendo passare la mia vita alla finestra, ad osservare le vite degli altri srotolarsi davanti ai miei occhi. Io voglio vivere la mia vita. Voglio cercare di prendermi le cose che voglio. E non lo dico con l'arroganza dell'"erba voglio che non cresce nemmeno nel giardino del re". Lo dico con l'apertura mentale di chi ha preso consapevolezza di esistere e di non doversi scusare per questo, di volere e di pretendere il meglio per se stessa. Perché ne ho il diritto. Perché questi sono i miei giorni, questo è il mio tempo, e io voglio condire i miei giorni con i colori che preferisco, con le nuove piante che voglio prendere, con le fusa della mia gatta, con la giusta colonna sonora, con la mia musica delle nanne, con i miei caffèlatte anche se dimentico sempre di programmare la caffettiera, con chi il caffèlatte me lo vorrà portare a letto, con le mie gite al mare e la paura di salire ancora su una moto. Voglio togliermi i capelli da davanti al viso, voglio smettere di nascondermi e vivere temendo di fare troppo rumore... Voglio semplicemente Vivermi. E farlo bene. 
Ecco. 

Bisognerebbe tentare di essere felici,
non fosse altro per dare l'esempio

mercoledì 20 febbraio 2013

si va...
















ci siamo. 
è quel giorno, oggi si fa, si scrive. ho controllato che in quella penna ci fosse inchiostro, voglio firmare proprio con quella
e poi ho chiesto in prestito una torcia. che non voglio aspettare sabato. troppo. ho già aspettato troppo. 
mi sono un po' calmata. domenica era peggio, poi vale un po' la regola del "ci sei dentro fino al collo e allora muovi il culo e sguazza". certo... ho divorato un cliente e ho sbagliato a mandare un fax (di 15 pag. maremmaincartapesta) ma il resto è tutto sommato sotto controllo. persino il commercialista che ha, ohibò, dimenticato di saldarmi lo stipendio. ma che ci vuoi fare, sono cose che sfuggono... 
ci siamo. 
è forse l ultimo giorno di stasi perché poi la macchina organizzativa si metterà in moto e poi fermarla è come cercare di far frenare un autocisterna su una lastra di ghiaccio. lasciatela andare va, che ormai dovreste saperlo che riesce a pensare sì e no almeno a 5 cose simultaneamente. e poi aspetto Patty che, salvo valanghe e slavine dovrebbe arrivare sabato mattina... e non vedo l ora. Ci sto pensando alle cose che voglio dirle e scopro che ci sono cose che non sapevo e che ora so... e lo so che detto così non capite una mazza... ma io l ho detto che siamo solo all'inizio. e tanto per cambiare nessuno ha detto che sia facile. 
ma le cose troppo facili a noi ci annoiano... 

lunedì 18 febbraio 2013












... attonita, nevrotica, ansiosa, agitata, instabile, emotiva, tesa... ma sicuramente sveglia. più o meno. 

Il primo che mi dice che "single è bello, decidi tutto tu, fai tutto tu, tutto quello che vuoi tu, dai un bacio a chi vuoi tu e tutti giù per terra", giuro che lo meno con un crick. 
Qui son giorni, signori miei, in cui la tensione si spreca. Ieri la mia pressione si è stabilizzata allegramente tra il 130 e il 96, vivevo di pensieri verdi e fritti. Per stemperare ho fatto una passeggiata in serra con la Genitrice, e mentre giravo tra il verde e i colori, pensavo che mi piacerebbe arredare casetta nuova nella Terra degli Hobbit, con più piante e meno mobili. Che dite? 
Ah... mia croce mia delizia. è lei la fonte principale del mio subbuglio emotivo. 
Sarà che fa tremare le fondamenta del mio conto corrente già labile. Sarà che, come già fatto notare nell'introduzione al post, tutto deve essere deciso fatto e pensato con il solo ausilio della mia testa. E sì, è bello pensare che la condizione della Donna Autonoma, nella mia persona brilli al suo massimo splendore. Ma ammetto altresì, che non mi farebbe proprio schifo l'idea di condividere questo momento con Qualcuno. Almeno avrei la consolazione, qualora qualcosa andasse male (e ci andrà perché se sta scritto che qualcosa ha da andare male, lo farà e in triplice copia) di dire "eccoooo lo vediiiiii??? è tutta colpa tuaaaaa!!! lo sapevo avrei dovuto arrangiarmiiiiiiiiiii..." invece no... ci saranno capocciate da dare. Ne sono quasi certa. Adesso gli spigoli, in casa nuova non mancano. 
Per fortuna, ho a chi posso decantare i miei pazzi acquisti creandogli non pochi scompensi emotivi! Ma questa è un altra storia... 

E poi... 
E poi il Poderoso, salvo complicazioni stasera va. Parte verso nuove avventure con il suo nuovo proprietario. Ieri gli ho fatto la doccia, gli ho sgarruppato il motore e preparata la borsina con tutte le sue cose. Da una parte è quasi un sollievo. Vederlo lì e non saperlo più mio era difficile. Dall'altra è comunque una separazione. A lui sono legati una serie di ricordi splendidi. Ma c est la vie,  oggi ci saluteremo, e saprò che ci siamo lasciati da buoni amici. 
Insomma... aria di cambiamenti e di stravolgimenti sul fronte Nord Est... e non è che l inizio...



Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...