M è venuta una brutta periartrite alla spalla destra. Un dolore fastidioso a dir poco, e così il fisio raccomanda antiinfiammatori, ghiaccio, arnica a volontà e tenere il braccio a riposo. Ergo, mi tocca tenerlo legato al collo che se no, col cavolo riesco a tenerlo fermo.
Per fortuna oggi va meglio, e nella fase più acuta, durante il fine settimana, il Maggiordomo di Melli s è prestato ad aiutarmi, facendomi da aiuto cuoco, autista, massaggiatore e quant altro.
La Sciamana, un giorno mi ha detto che il braccio destro è quello con cui restiamo "aggrappati al passato". E generalmente inizia a far male quando ci allunghiamo verso il futuro non lasciando però andare la presa. Teoria che trovo interessante (che poi uno è libero di crederci o meno, ma se una cosa ti fa scaturire una riflessione ben venga). Domani è il mio giorno di autunno, e se proprio vogliamo dirla tutta è una delle stagioni che preferisco e trovo più affini al mio carattere: esplosioni di colori, i profumi "caldi", lo strudel e la cannella, la copertina sul divano e le scintille delle caldearroste, che lasciano spazio ai toni malinconici che di tanto in tanto mi appartengono. Ma è anche la stagione del rinnovo e delle partenze. E così, da quando mi è partito il trip del rinnovamento mentale e casalingo, in questi giorni con il mio passato mi sono incontrata e scontrata parecchio. Non ultimo l'aver intercettato le foto del mio ex e dalla sua attuale metà su feisbuc, e scusate il commento ma, ragazzi miei "ho scansato un fosso".
Il dolore alla spalla ha rallentato molto i lavori, ma ieri sera, per far passare la malinconia post partenza del Maggiordomo, ho preso uno dei miei quaderni e ho fatto una sorta di piano delle modifiche da apportare in casa e non solo. So per certo che non diventerò mai minimal nel senso stretto del termine, ma questa volta sono assolutamente determinata a fare spazio al nuovo, (e non intendo necessariamente nuovi acquisti) e a eliminare tutto quanto non sia più parte di me. Lo so che da qualche giorno non scrivo di altro, ma credo di essere in una di quelle fasi di svolta. In cui un azione avvia una reazione a catena in cui tanti piccoli meccanismi si mettono in moto.
Il dolore alla spalla ha rallentato molto i lavori, ma ieri sera, per far passare la malinconia post partenza del Maggiordomo, ho preso uno dei miei quaderni e ho fatto una sorta di piano delle modifiche da apportare in casa e non solo. So per certo che non diventerò mai minimal nel senso stretto del termine, ma questa volta sono assolutamente determinata a fare spazio al nuovo, (e non intendo necessariamente nuovi acquisti) e a eliminare tutto quanto non sia più parte di me. Lo so che da qualche giorno non scrivo di altro, ma credo di essere in una di quelle fasi di svolta. In cui un azione avvia una reazione a catena in cui tanti piccoli meccanismi si mettono in moto.
E se è vero quello che dice la Sciamana, mi sa che questa infiammazione arriva proprio a dirmi che sono sulla strada giusta.
E poi c è la questione jeans.
Eh sì, perché se è vero che voglio separarmi da tanti abiti "vecchi" lì fermi per abitudine più che per necessità, è altresì vero che con pazienza dovrò riprenderne di nuovi perché a fronte di 7 kg persi in due mesi e mezzo sembro Cucciolo nei vestiti di Dotto. Sabato abbiamo visto in una vetrina un paio di pantaloni tipo jeans strappati. Amore a prima vista. Ma come sempre faccio in questi casi, la prima reazione è stata "sì vabbè ma dove vado..?" e tirare dritto.
Poi ieri nel dormiveglia (momenti epici in cui partorisco pensieri sublimi e scrivo mentalmente pagine di letteratura che toccano picchi assolutamente meravigliosi che la mattina non ricordo nemmeno morta), ho pensato una cosa tipo "ho 38 anni e mezzo... se non ora, quando?"
E non è mica una domanda da poco... (e infatti stavolta me la ricordo).
Quindi credo che quei pantaloni saranno miei. Prima di azzardare l'acquisti intorno ai 45 anni e scatenare l ilarità collettiva.
E poi che altro?
Che altro bisognerebbe assolutamente fare prima dei 40 anni?
Avete suggerimenti?


