lunedì 29 aprile 2013

Eventi...

Oggi mi sono truccata. 
Giusto un filo in meno dell'immagine rappresentativa al lato. 
Ma stamattina, reduce da 4 gg di vacanza, nonostante uscire dal letto sia stata un impresa epica (qui piove ancora... tempo da due novembre e sotto il piumone ci si stava una meraviglia) ho trovato il caffè pronto e così ho approfittato dei sei minuti liberi: crema idratante color nocciola e un filo di matita agli occhi. 
E per chi mi conosce sa che è già molto. Un evento... 
Complice questo tempo in cui non sai se farà caldo o freddo o giù di lì, sopra i sempre presenti jeans ho messo una maglia fuxia  che somiglia a quelle delle normali tute... niente di ché. Ma per una che vive in Total Black nella variante Cat (se hai in casa un gatto è impensabile di avere qualsivoglia indumento privo di pelo felino) è il secondo evento della giornata. Cioè, io e il fuxia insieme nella stessa stanza in contemporanea... ho reso l idea?
Entro in ufficio e la reazione del Brontolo è stata (si china di poco in avanti - non perché io sia un tappo versione bonsai come sicuramente D&R arriverebbe a commentare, ma perché sono seduta dietro al bancone e lui in piedi dall'altra parte) e sgranando gli occhi mi dice "ma... si è truccata??? ma che bene che sta... così... con un filo di femminilità!!!
Il che mi porta a pensare che, normalmente quando arrivo così con i colori che madre natura m ha dato di suo, devo essere più simile ad uno scaricatore di porto dal colorito etereo di un gambo di porro... 

On Air: Le donne lo sanno - Luciano Ligabue

giovedì 18 aprile 2013

L'altra S.

"E mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore
ed in alcune delle mie risposte, c era il tuo nome"

Francesco De Gregori

Ascolto Lei che mi parla di Lui e penso a Te. 
Rileggo nelle sue parole quelle che sono state le nostre, per quello che è stato il nostro tempo. Ritrovo le stesse insicurezze, intrecciate alla voglia di abbatterle di accendersi di fare. Fare e disfare. Lei mi chiede "come fai a sapere? come hai fatto a diventare così saggia?" io non lo so se sono diventata saggia o sono solo invecchiata. So che tu mi hai insegnato tante di quelle cose... che gira che ti rigira amore bello, le strade che percorro non mi portano mai così distante da te. Ti ritrovo nei pensieri che faccio e che penso siano miei,  ma non ne sono così certa, è come quando vivi con qualcuno che se non scrivi dietro la copertina il tuo nome, mica li conosci più i tuoi libri dai suoi. A proposito... ti ricordi che hai ancora il mio libro di Faletti sì? quello con l'autografo... 
Penso che sei il mio più bel tempo. Penso che penso a te solo al presente. Mai al passato. è non è mancanza di furbizia; penso che scorri queste righe e sorridi sì, ma ho la presunzione di sapere che queste parole ti arrivano come carezze. 
Penso che non ci sia una notte a Parigi che valga una mezzora passata con te sulla panchina di quella piazzetta. 
Penso che non potevo scegliermi una Seconda Pelle migliore di te. 

lunedì 15 aprile 2013

l'epilogo del contatore

R.: ma insomma... hai risolto con i contatori?
SyS: forse oggi... non ci credo finché non vedo la busta con i doc. nella cassetta delle poste...
R.: Ma è da fine febbraio che vai avanti co sta storia...
SyS.: eh...
R.: ma alla fine come hai fatto? ti ha risposto il call center? hai mandato un fax? trovato un ufficio...?
SyS: l ufficio è a Verona, ma fuori competenza... il call center non risponde... il fax non funziona... e hanno anche una chat ma è lenta e così dopo un po' cade la linea...
R.: ma... allora come hai fatto...
SyS.: ho usato il metodo di comunicazione per eccellenza!
R. telefonato all'avvocato?
SyS: no... li ho contattati tramite FACEBOOK...

R.: O.o

mercoledì 3 aprile 2013

mmm...

A correre troppo ci si perde di vista. 
Non solo tra conoscenti, anche con se stessi. 
E fin qui, ho scoperto l'acqua calda. 
Ci si vede allo specchio. Non ci si guarda. Poi una sera accendi la luce e di rimando, lo specchio ti presenta un viso stanco, con le sopracciglia in disordine, i capelli più ribelli del solito e il pallore che definisci etereo, più vicino all'immagine di un cetriolo dimenticato fuori dal frigo. 
E non va bene. 
Ieri sera me ne stavo tutta raggomitolata dentro al letto, aspettavo si scaldassero le lenzuola ed ero lì che pensavo, a tutto a niente a non lo so. Poi ho deciso di girarmi, cambiare posizione. Ho allungato le gambe ed è stata quasi una rivelazione mistica. E non fate quella faccia, sembra un idiozia ma non lo è. Quanto sei teso da tempo non ti accorgi di essere sempre teso. Poi c è Quel momento in cui allenti la tensione estendi la gamba e la sensazione di relax ricomincia a defluire e arriva un po' ovunque. L ho notato ieri sera, è una bellissima sensazione. 
E ho pensato, sul limite del dormiveglia. Devo far sgranchire le gambe anche alla testa...


p.s. Tu hai ragione un altra volta. 
tanto per cambiare... 


martedì 2 aprile 2013

troppo...

stanca fiscamente
insofferente mentalmente
poco paziente globalmente
stressata illimitatamente
annoiata moderatamente
perplessa alternativamente
selettiva emotivamente
polemica diplomaticamente
assorta logisticamente
per scrivere qualcosa che abbia senso...





mercoledì 27 marzo 2013

Pensieri & Parole...

Esiste un unità di misura per esprimere un sentimento?
C è forse un limite, un metodo per capire cosa, quando e soprattutto quanto mostrare di se stessi? Alle volte si vorrebbe dire, ma si dice troppo, o troppo poco.
Alle volte penso semplicemente che siano tutte seghe mentali.
Me ne accordo dai discorsi, quelli fatte con le amiche. Certo, magari poi noi donne la si pensa in un certo modo, allora, vi prego Signori, smentitemi.
"Sai... vorrei anche dirgli che mi manca... ma poi chissà che pensa"... eh.. penserà che gli manchi, dico io. Ennò... penserà che magari sto andando in cerca di una relazione seria, che voglio essere soffocante, che limito la sua libertà e magari non è pronto a sentirsi dire una cosa così, potrebbe vederla come una cosa impegnativa... potrebbe...
O forse potrebbe pensare semplicemente che gli manchi...
"Vorrei vederlo... vorrei incontrarlo... vorrei dirgli di fare questo.... o quello ma poi se rifiuta?" e se rifiuta pazienza... vuol dire che non può o non gli va... e se non può troverà un altro momento e te lo dirà, se non gli va vuol dire che devi volgere il tuo sguardo altrove... no?
Ma la nostra paura nasce dal fatto che a smettere di vivere sospese nell ipotesi, ci si scontra con la certezza? Meglio il limbo del "chissà se..." che "è così, allora svolto"? Ma alla fine, perché ci si nasconde così? Aveva ragione John Lennon, viviamo in una società in cui ci si nasconde per fare l'amore e poi l odio viene palesato sotto la luce del sole. L'amore, i sentimenti, ci rendono nudi davanti all'altro ed esposti alla sua capacità di farci soffrire. Allora meglio nascondersi, muoversi con la velocità di un bradipo, lanciare la battuta così che si possa ritrattare "sì vabbè ti ho detto che ti voglio bene... ma è chiaro che scherzassi vero..?"
Non mi piace... non mi piace. Adoro dire a chi amo che lo amo e farglielo capire, farglielo sentire soprattutto. Non mi stanco di farlo anche se poi sì, certo... succede che ti prendi la porta in fronte... ma come potrei vivere con il rimpianto di non averlo detto abbastanza? 
Sarà perché non sono riuscita a salutare mio Padre? non sono riuscita a dirgli un altra volta che gli volevo bene? è andato via in fretta con l ambulanza quella mattina... e pioveva... l ho guardato solo dalla finestra... come si fa ad aver paura di dire ad una persona "tu mi rendi felice?" e nello stesso tempo se devi dire ad un altra "sei un rompipalle non ti sopporto più" ci esce così veloce dalla bocca prima che dal pensiero... 
Come diceva quella poesia? "la gente nasconde l amore come un fiore troppo prezioso per essere colto..." 

Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...