Ieri sera non riuscivo a prendere sonno. Non so se fossero i troppi pensieri o la frittella alla Nutella che Mamma Serafina mi aveva offerto alle sei e mezzo del pomeriggio.
Indipendentemente dal perché, ho lasciato che i pensieri fluissero, e così sono giunta a talune conclusioni, ho tirato la linea di somma e fatto alcune considerazioni.
Interagire con le persone statiche mi mette ansia. Quelle persone sempre uguali a se stesse. Così fossilizzate nella propria "comfort zone", nelle abitudini che hanno origini arcaiche. Quelle che nemmeno ti sanno spiegare il perché fanno certe cose "ho sempre fatto così". E si lasciano vivere, con gli orari scadenzati da lavoro, pranzo e cena, letto. Giorno dopo giorno, uno dopo l'altro, quasi sempre uguali. Mi sento schiacciare il diaframma, mi manca l'aria solo a scriverlo. Non mi ci capacito. Come si può?
Mi rendo conto che sono un anima inquieta. Posso sembrare scostante. In realtà penso di essere piuttosto fedele, soprattutto e indiscutibilmente negli affetti. Ma ho bisogno di movimento, di alimentare la curiosità. Di poter condividere la curiosità. Curiosità per la vita, per le cose nuove, per un piatto di qualcosa che non ho mai assaggiato, per una musica che guarda, non avrei mai pensato mi piacesse e invece...
La stasi debilita, e l'azione vivaddio rinfranca!
La stasi debilita, e l'azione vivaddio rinfranca!
Sono poco tra queste pagine, sto lavorando ad un progetto che mi assorbe tempo ed energia. Non voglio abbandonare la macchina fotografica, sto scoprendo il piacere della musica dal vivo con l'Amica Folle. Ho un libro sullo sgabellino di legno vicino al letto, spero di riuscire ad aprirlo stasera, mi aspetta da Natale. Ma in questi giorni ho coltivato di più il rapporto con il Fratellone, e come mi aveva suggerito Bruno, sto cercando di far evolvere il rapporto mostrandogli angoli di me che forse non gli ho permesso di vedere. Ho curato la mia consueta emicrania e mi sono chiesta per l ennesima volta se posso fare di più per cambiare, ancora in qualcosa, per fare qualcosa di più e di meglio in questi miei giorni.
Sento certi obiettivi (mi piace più l obiettivo del traguardo) anche anagrafici, come chiavi di volta. Perché non voglio guardarmi alle spalle e vedere che non ho vissuto. Che ho sprecato giorni a mangiare alle 8 di sera perché così m han detto che si fa. Perché, m han detto, la mia vita è molto di più di un lavoro di segretaria. Con tutto che amo il mio lavoro e che lo faccio con passione.
E così ho tagliato i capelli, li porto corti e sono felice, perché non ho più bisogno di nascondermi sotto un cespuglio di ricci. Non è una cosa banale, è un segno. E' qualcosa che cambia, ho la presunzione forse, di pensare a me stessa come una persona in continua evoluzione, magari nel mio piccolo e studiando con cura i rischi, ma in continuo cambiamento. Non ho fatto buoni propositi con il nuovo anno, perché si riducono continuamente in pensieri procrastinati. C'è un elenco di posti che voglio vedere, e studio l orario dei treni molto di più. E allora mi ritrovo a guardare una data sul calendario, e il pensiero di mia Sorella che mi abbraccia.
E allora penso che forse, sono sulla buona strada.

