ci siamo.
è quel giorno, oggi si fa, si scrive. ho controllato che in quella penna ci fosse inchiostro, voglio firmare proprio con quella.
e poi ho chiesto in prestito una torcia. che non voglio aspettare sabato. troppo. ho già aspettato troppo.
mi sono un po' calmata. domenica era peggio, poi vale un po' la regola del "ci sei dentro fino al collo e allora muovi il culo e sguazza". certo... ho divorato un cliente e ho sbagliato a mandare un fax (di 15 pag. maremmaincartapesta) ma il resto è tutto sommato sotto controllo. persino il commercialista che ha, ohibò, dimenticato di saldarmi lo stipendio. ma che ci vuoi fare, sono cose che sfuggono...
ci siamo.
è forse l ultimo giorno di stasi perché poi la macchina organizzativa si metterà in moto e poi fermarla è come cercare di far frenare un autocisterna su una lastra di ghiaccio. lasciatela andare va, che ormai dovreste saperlo che riesce a pensare sì e no almeno a 5 cose simultaneamente. e poi aspetto Patty che, salvo valanghe e slavine dovrebbe arrivare sabato mattina... e non vedo l ora. Ci sto pensando alle cose che voglio dirle e scopro che ci sono cose che non sapevo e che ora so... e lo so che detto così non capite una mazza... ma io l ho detto che siamo solo all'inizio. e tanto per cambiare nessuno ha detto che sia facile.
ma le cose troppo facili a noi ci annoiano...

