mercoledì 24 ottobre 2012

Rivelazioni

Bene, 
ora che anche il Prof. Thunder è stato informato, posso dire ad alta voce che il prossimo cambiamento di considerevole entità consiste nell'abbandonare la Tana del Tasso e trasferirmi in un appartamento vero. Uno di quelli che ha le porte, per capirci. 
E non fate quella faccia. 
La Tana del Tasso ha una sola porta: quella del bagno ovviamente. Ma quella della camera da letto ad esempio non c è. E' in garage. 
La scelta fu obbligata e poco sofferta: libreria o porta? "questa stanza è troppo piccola per entrambe". 

Quindi è tutto deciso. Verso primavera sarò alle prese con scatoloni, carichi e scarichi e pennelli e ansia. Tanta ansia. 
Che sì, lo so, non dovrei. Credo anzi che il peggio sia passato. La fase delle capocciate contro lo stipite (orfano) della porta è passata. Quando tiri fuori il pallottoliere delle grandi occasioni, fai conti su conti, ragioni sui massimi e minimi sistemi, spacchi il capello in quattro e dividere l'atomo in comode rate mensili diventa una bazzecola, insomma, la fase del "faccio bene faccio male è andata". A essere sincera ho smerigliato molto di più i sentimenti altrui quando dovevo decidere se lanciarmi nell'acquisto o meno della Canon. Quella che sarà la mia futura dimora ha ampi spazi e luce discola che si infratta ovunque, entra da grandi finestre bianche e scivola lungo il legno delle camere da letto e arriva al ripostiglio. Sì, Siore e Siori, perché il ripostiglio c è ancora, ed è una manna dal cielo! Così come quei tre fili fuori dal terrazzo dove si possono mettere ad asciugare le lenzuola nelle mattine di primavera. Sono questi, ad oggi i tratti salienti della mia scelta. Anzi no, c è pure la passiflora. Dalla finestra della camera da letto si vede una casa diroccata (!!!) semi coperta dalla passiflora. 
Quando si dice il valore aggiunto. 
Adesso non mi resta che progettare la cucina, inventarmi di capire come funzionano le questioni degli scarichi Cose tipo:"ma come? il lavello sotto la finestra? eh, ma mica possono fare tanta strada o tante curve i tubi eh..." "e ho capito! ma è una cucina non il labirinto di Varsailles non si può tirare un tubo a un metro e mezzo?" 
Iniziano i giri di ricognizione tra mobilifici e affini, ho già fatto la carta family dell'Ikea e affrontate ampie discussioni su tenda doccia sì o tenda doccia no. 
E in tutto questo, or mi domando e chiedo: ma lo spugnato sul muro, sarà complesso da farsi? Mah... 

venerdì 19 ottobre 2012

Pausa

Pausa. 
Le mail da archiviare hanno raggiunto un numero preoccupante, il telefono squilla ma ho bisogno di prendere fiato e quindi
Pausa. 
Settimana ostica, complicata. 
Pensieri tanti, una folla. Spessi come giocatori di rugby che si cozzano addosso e si sbattono di qui e di lì come un canovaccio a scacciare le mosche. La febbre che sale e che scende al pari con lo stomaco che stanotte è andato a salutarsi le adenoidi e in quei momenti lo specchio mi rimanda facce ed espressioni che voi umani non potete immaginare. 
Stanchezza. 
Sono un emotiva, lo so. Lo dicono a mia madre dai tempi della terza elementare "è molto intelligente, si applica e studia molto, quella che la frega è l emotività". E' stato così fino alla maturità (scolastica) e mi sa che persevero e somatizzo. 
Somatizzo i cambiamenti, le prospettive di cambiamento perché i cambiamenti ci fanno perdere il controllo sulle situazioni. Quello che io amo tanto quello che cerco di tenere sempre imbrigliato e che mi fa sentire tanto al sicuro. 
Ma oggi chi è al sicuro? Tutto è precario a partire dal lavoro e c è da cambiare mentalità. Noi siamo cresciuti figli della generazione del "posto fisso" e ce l hanno tolto da sotto il naso. Forse la generazione di mio nipote che non sa cosa riuscivamo a fare con le dieci mila lire della domenica, vivrà il precariato come un dato di fatto. Ma noi ci troviamo smarriti e disarmati. E se io per il momento posso ritenermi ancora fortunata e tranquilla relativamente, una persona molto molto vicina al mio cuore non è così sicuro e a Natale potrebbe già trovarsi a fare i conti con un altro ostacolo da abbattere, o un opportunità da cogliere. Sono sicura che lui ha ormai maturato questa capacità di ribaltare la sorte, lo fa da quando aveva 16 anni. Ciò che mi rasserena un po' è stato potergli dire "se hai bisogno di aiuto, io ci sono" sapendo di poterlo fare senza nemmeno pensarci. 
Cosa che non posso dire all'altro Uomo che amo e che si trova in modo diverso nella stessa situazione. Non perché non voglia ma perché ci sono spazi che non mi appartengono. E allora quello che posso è stargli accanto, mettermi il nasino rosso da pagliaccio e regalargli sorrisi e risate quando si può. E credo mi riesca particolarmente bene. Anche rompergli l'anima con i mille dubbi su scelte pratiche e fondamentali nella vita come "bambù o ciliegio?" e sentire il suo sospiro rassegnato dall'altra parte del telefono e immaginare che faccia quella faccia lì che conosco fin troppo bene. 

Domani però parto. 
Arriverò in stazione che è ancora buio e prendere il treno prenotato 2 mesi fa e tanto atteso, mi aspettano sig. Thunder e Signora, e ore di rasserenanti chiacchierate. C è Chi dice che Thunder mi cazzierà di brutto perché la mia scrittura sembra andata in vacanza permanente, magari ha ragione, ma credo che quando gli spiegherò il motivo capirà pure lui. E poi intanto avremo modo di consumare la suola camminando su e giù per le sue strade, che ho da fare pratica con la nuova Bimba appena arrivata e che ancora fatica a svelarsi in tutte le sue funzioni. 
E poi... 
e poi sono quasi sicura che penserò ad un altro treno, ad un altra destinazione da cui manco da troppo tempo e che troppo mi manca. 
Come mi mancano le coordinate dei tuoi respiri e delle tue braccia in cui riesco ad abbandonarmi e non pensare a niente che non sia tu. Tu e la tua risata tu e il tuo modo di muoverti dentro al negozio di cioccolato, tu che mi scegli il calendario  e mi regali l agenda e mi strigli quando sbaglio il passo. Tu che quando mia madre dice "ma lui lo sa cosa vuoi fare?" rispondi "non è che lo so, ne ho il timore..." tu che comunque sia non smetti di esserci e di esserci per me. 
E se ancora guardo il calendario e non so quando arrivo, sono sicura che arriverò presto. 

(il ventolin è sempre in frigo... )

martedì 16 ottobre 2012

Somatizzo...


B:"Questo me lo deve fare subito. 
Verifichi.
Conteggi.
Riassuma.
Telefoni e Spedisca!
Ho detto subito. Non le do più di un quarto d ora di tempo per questa cosa eh... Si dia da fare". 
...
6 minuti dopo
SyS: "Fatto! Verificato i dati, conteggiato l ordine riassunto i dati, comunicato il recupero chiamato in azienda e spedito l ordine!!!" (pant pant..)
B: "Bene, e ha avvisato il Cliente?"
Sys: "Non mi ha detto di..."
B: "L'ha fatta troppo in fretta questa cosa. Troppo velocemente, eh lo sapevo che era meglio se m arrangiavo..."

giovedì 11 ottobre 2012

Doverose spiegazioni...

Settimana strana questa. 
Non che la precedente sia stata tanto meglio... ma pare che tutto ciò faccia parte della vita e quindi... 
Ma andiamo con ordine. 
Giovedì pomeriggio mi scrive un cliente: "Ciao S. ti ho inoltrato l ordine per la XXX via fax, me lo fai spedire insieme a quello dell'altro giorno. Grazie. 
Ps. ho visto che ti diletti con la scrittura in internet. Brava". 
Glom. 
Apro Google e scrivo "nome&cognome" e tac... ecco che esce il blog, esce il sito dell'ufficio, il profilo fb (rigorosamente con i ranghi serrati). 
Raggelante. 
Mi sono immaginata se la stessa cosa intuitiva l avesse fatta il mio capo (uno a caso, non fa differenza). 
Scioccante. 
Allora l'istinto di sopravvivenza mi ha fatto chiudere tutto. Armi bagagli e burattini nella baracca. 
Però, c è sempre un però, la voglia di scrivere non cambia non cessa non si estingue. Ed ecco l idea di aprire il blog "anonimo" con un nome che sono "nome&cognome" non avesse nulla a che vedere. 
Nel frattempo, smanettando sulle impostazioni privacy del blog sono riuscita a non renderlo rintracciabile su google, per quanto possibile e sto ancora lavorando per cambiare qualche impostazione... 
Ora che google ha aggiornato anche le sue di impostazioni la situazione è più tranquilla, accenno un apertura. Spero sia sufficiente... mah. 
Intanto sono ritornata nella mia pelle, e anche se Diamante Blu mi piace, per una serie di motivi, è da trentasei anni che sono Sys, da un anno e mezzo sono SyS (capisci a me) e tornare qui è come tornare nella mia pelle. 

mercoledì 3 ottobre 2012

Fatica

Sarà che il mio livello di sopportazione per un dolore sordo e continuo si è abbassata notevolmente, e il mal di denti mi rende più nervosa.
Sarà che sono fatta sempre allo stesso modo, e non cambierò mai, non da quel punto di vista almeno. Quello che mi fa credere alle parole, ai gesti. Quello che non si adegua ad un modo troppo veloce e radicale di cambiare le carte in tavola, ribaltare le belle abitudini. Che è stata una bella estate, di uscite e movimenti e di parole e di risate e adesso sembra che qualcuno abbia tirato il freno a mano.
Un po' in tutti i campi. 
E l'estate, a ben pensarci è ancora lì dietro, se ti volti un po' ancora puoi vederla, la scia del suo profumo c è ancora. E invece sembra già cosa fatta e distante e da qualche parte hanno già messo fuori le zucche dei morti.
Sarà che vada come vada deve andare a modo mio, e a modo mio non ci va quasi mai. non del tutto, ma del resto per chi altro? è solo che aspettare e dipendere dal modo di agire di un "bambolotto" non mi piace per nulla. 
Sarà che comunque (dovrei imparare a essere sincera, per lo meno con me stessa e allora la tirerei corta e andrei direttamente al nocciolo del discorso) l assenza delle tue braccia brucia, che chiudere gli occhi e ricordarsele bene, molto bene (potrei forse ricostruirne il disegno delle vene dei polsi, e poi la pressione con cui mi ci chiudevi dentro, con la mia testa nell'incavo della tua spalla che sembra fatto su misura) dicevo, chiudere gli occhi e ricordarle in giorni così non è affatto abbastanza. Oggi non basta proprio. 
Sarà l effetto della terza tacpirina, il mal di denti che non passa, gli ormoni che risentono del cambio di stagione (e sì che mica lo fanno loro il cambio dell'armadio, che si agitano a fare?), sarà... 
Sarà.
Ma oggi faccio fatica. 

martedì 2 ottobre 2012

Nostalgia


La Stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.
Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole

Wislawa Szymborska


Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...