mercoledì 22 aprile 2015

martedì 14 aprile 2015

boh.

Cambiare ritmo. 
Cambiare ritmo dei pensieri, dei gesti. 
Cambiare metodo di investire. 
Investire il tempo, le energie, le parole. 
Cambiare. 
Come se le cose così come sono non ti piacessero, in realtà l esigenza non nasce dall'insoddisfazione. Strano da spiegarsi. 
E' follia fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi, diceva Einstein. 

Fatico. 
Fatico sempre a chiudere la Giornata Attesa. Quella dove aspetti qualcosa, o qualcuno in particolare. Quella che vorresti rallentasse quanto più possibile, girasse più lenta e invece sembra più vorticosa delle altre. Prendere i due bicchieri di vino e riporli, finalmente, nella lavastoviglie. Come dire: è andata, è finita e chissà se. E quando il se si avvera chiedersi che fare. 
Dopo l'incidente avevo paura di tutto. Poi, superato il trauma non avevo paura più di nulla. 
Ora di nuovo mi ritrovo con i pensieri legati alla caviglia sotto il peso di ma e di se
C'è ancora qualcosa che mi sfugge. 

giovedì 9 aprile 2015

Chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza...

Se avessi un euro, per ogni volta che, dato un argomento mi sono risposta una cosa tipo "smettila di pensarci". Penso sarei ricca, vivrei di rendita, e lavorerei part time solo perché non fare nulla tutto il giorno è noioso. 
Ieri ho dato un occhiata al mio "tablet di cuoio" (il mio amato organizer di pelle) e ho visto che di biglietti del treno, prenotati e di prossimo utilizzo ne è rimasto solo uno. 
E penso alla sensazione bellissima nel momento in cui escono dalla stampante, quando hai prenotato e trovato l ultima offerta vantaggiosa e te la sei portata a casa. 
E' bellissimo. 
Come ti faccia sentire un biglietto del treno appena stampato, la sola idea di partire e di arrivare lì dove aspetti di giungere da tempo, è meravigliosa. 
Ed è come una droga. Più lo fai e più lo faresti, altro che le sale slot, tenetemi lontano dal sito di Trenitalia e quello dei voli in offerta. 
Da stamattina una delle pazze idee che mi fa compagnia, è sull'ipotetico ponte del 2 giugno. Sulla voglia di azzardare, che la vita è breve, e fragile. E le occasioni vanno colte al volo, ma non solo. Le occasioni vanno cercate, volute, si deve combattere per esse, se davvero ci tieni. Certo. Bellissime parole, ragionamento che non fa una grinza, al contrario del mio conto corrente che di grinze ma, soprattutto buchi neri, ne ha a bizzeffe. 
Ma mi riservo il diritto di immaginare, di provare anche solo a illudermi di poter pianificare un regalo di compleanno unico e diverso dal solito. 
Oggi va così. 

mercoledì 8 aprile 2015

ombre di pensieri

"Oggi è il primo giorno del tempo che ci resta
un giorno buono per ricominciare".

Vi capita mai di avere un pensiero in testa, e di non riuscire a codificarlo?
E' come stare vicino ad un aeroporto, a testa bassa a guardare il terreno. Si vedono solo le ombre degli aerei che passano sopra la testa. Se ne sente il rumore. Ma non puoi distinguerli. 
Ecco, sono giorni che mi dibatto tra le ombre di pensieri che fatico ad identificare. 
Riesco a percepire che qualcosa non mi torna, altre cose mi stanno strette. Persisto nell'avere voglia di alleggerire il carico, emotivo o fisico che sia. Ho la sensazione di muovermi ancora una volta in uno stato di inquietudine mista a insoddisfazione. Che poi in realtà insoddisfazione non è.
Ho preso una strada, ho fatto delle scelte e molte si sono rivelate più che buone. Mi guardo allo specchio e mi vado bene. Ma non è ancora la soluzione ottimale. Forse sono solo "destinata" ad essere un anima perennemente in fermento. Ma ritengo non sia quel fermento del perennemente insoddisfatto. Della persona che ottiene qualcosa e già si è stancata e punta ad altro. E' il fermento del "sì questa cosa mi va bene ma non è ancora abbastanza". Ho la sensazione che il tempo mi stia correndo e scorrendo addosso e arrivo a sera con la sensazione di aver combinato nulla e nello stesso tempo la stanchezza di aver mosso una montagna. E non mi piace. In realtà sono dell'idea di avere una gestione del mio tempo sbagliata.  Da una parte c è la mia mania del "tutto e subito" dall'altra mi rendo conto di dover dare il tempo giusto alle cose giuste. 
Mia Sorella mi ha regalato un bellissimo mantra:  "se una cosa è ti fa star bene non può essere sbagliata". Lo prendo, lo tengo stretto, lo faccio mio. E ogni volta penso che mai come in questo periodo mi è mancata la sua voce e i suoi occhi. 
Paola mi ha detto "C è bisogno di riflettersi in qualcun'altro di simile a noi, alle volte, perché ci permette di capire noi stessi e dove stiamo andando". E anche Paola è una persona che ti viene da prendere e tenere stretta. Perché è bella. E' bella quella luce che ha negli occhi, e che sa di consapevolezza. 
Mi circondo di Persone Belle. Belle perché intense, forti, complesse e complicate. Ma è quella complessità a stimolarti, a dirti che il divano blu è una meraviglia ma c è un mondo là fuori e devi prendere in mano il coraggio e la voglia e andarlo a scoprire. E non è solo una questione di spostamento fisico. Il mondo bello e vivo che c è lì fuori è lo specchio di quello che ti porti dentro. Con la sua luce, le sue ombre e i guizzi di colore intenso. 
Per il momento ci sono ombre di pensieri, che mi passano sopra la testa e che ancora non riesco ad identificare, ma sono dell'idea di essere lì per lì ad alzare la testa verso il sole. 



mercoledì 1 aprile 2015

giovedì 19 marzo 2015

ciao Tiziana.

Fa strano. 
Perché ho avuto la febbre alta e non mi capitava da una vita. Ho dovuto fermarmi e restare a casa, sotto le pezze, lasciare che qualcun'altro si occupasse dell'ufficio, facesse per me. Mia madre che mi rassicura "guarda che se resti a casa un giorno o due il mondo va avanti uguale". Lo scrivo anche su face, sotto "le battute di mamma Serafina" e a commentare c è anche Lei, Tiziana, che la Mamma l  ha persa da poco. Mi dice di riguardarmi, di stare al caldo di riposarmi. Clicca il mi piace sulle foto della Melli, che mi fa da badante, mi saluta, con quella ciospa riccia nella foto del profilo, che voleva farsi rossa. Ne parliamo solo pochi giorni fa. Massì dai, che sarà mai, poi se non ti piace cambi colore di nuovo. Cambiare fa bene. Pura vita. 
Sono le 10.28 ora, e il suo funerale è cominciato ventotto minuti fa. E io fatico a rendermene conto. Perché un momento era lì, a ridere della sua insonnia, e poi il suo cuore ha deciso che il karma era esaurito.
E si è fermato. 
Così. 
E io sono rimasta senza parole. 
Così. 


mercoledì 11 marzo 2015

Tutta colpa del vento

E sono giornate che, guardi, lasci stare signora mia che nemmeno ne vale la pena.
C è il vento del nord che arriva, spazza tutto, le nuvole, il freddo, i ciclamini che resistono in finestra, i capelli che non stanno più come dovrebbero stare, e tra un po' mi faccio un taglio alla soldato jane, e i pensieri.
Quello che non spazza via è l'emicrania che prende e torna e fa quello che vuole che tanto sta testa per lei è un albergo e se ne infischia.
E per fortuna c è chi si prende cura di me, non solo la mamma che la mamma è sempre la mamma: ma hai mangiato? ma hai preso qualcosa? ti porto qualcosa? ma anche le amicizie, quelle vere, quelle che non hanno paura di disturbare perché sanno che davanti al dolore non s ha da fuggire ma esserci. Che si fa presto a stare in compagnia quando tutto va bene, ma prova tu a stare vicino a chi spataccherebbe la testa contro il primo spigolo. E' lì che si vede, chi SA prendersi cura. Che sia vicino: "ti porto qualcosa? ti vado a fare la spesa? no ma tu chiama eh che arrivo..." o che sia distante: "ti chiamo? adesso ti chiamo. come va? no non dire niente lo sento da come respiri che stai male. non dire niente, tu mettiti lì dormi che io sto qui lavoro e ti faccio compagnia, poi se ti addormenti metto giù". Che non ci vuole mica tanto, signora mia eh, basta poco per sentirsi più vicini, lo diceva anche quello di quella canzone melensa... ma bisogna saperlo fare, prendersi cura dico. che mica tutti sono capaci. Per lo più non si fan sentire "eh ma non volevo disturbarti" pensa se nel frattempo tiro le cuoia, mica mi disturbi più poi, cogli l'attimo va. Eh, ma i tempi sono cambiati, non ci sono più le stagioni di una volta, e non si parla più come una volta, mo pure i morosi si aspettano le chattate su wapp piuttosto che una sana chiacchierata... ma ve li danno ancora i minuti gratis voglio dire? ma ai miei tempi quando si saltavano i fossi per lungo e la telefonata la pagavi, si chiamava con la tesserina della telecom, porcalapaletta, mica ci si faceva infiammare il tunnel carpale a suon di sms, voglio dire. Si telefonava! A casa! poi magari ti rispondeva sua madre "te lo chiamo" sentivi riporre la cornetta sul tavolino, dove c era sicuramente anche il centrino fatto con l uncinetto, non lo vedevi ma potevi immaginarlo bianco e inamidato che manco le stelle d'acciaio dei guerrieri ninja, e la voce in lontananza "Ah Claaaaaaaaaaaaa... viè suuuuu c è la Syssa al telefonoooooooooooo".

E' così bella la voce, creda a me, una voce che ti rincorre, ti capriola intorno, ti fa le carezzine e ti dà i bacetti sul naso. Sale e scende a seconda del discorso, della rasata fresca come un torrentello di montagna, delle pause di silenzio, che non è chiedersi "che je dico" ma suonano un po', perché anche il silenzio suona sa, dicevo, suonano un po' come un "siamo qui non c è bisogno di dire altro tanto ci capiamo uguale".
Tutta colpa del vento, che sei lì e fai pensieri come castelli di carta e poi passa lui e caccia giù tutto, ma insomma, un po' di creanza direbbe zia Fedora, par possibile? e quest estate che si fa? ma vorrei questo e quello, e da dove partiamo? dal fatto che non c è trippa per gatti, che poi uno dice sì sì, belle le parole ti voglio bene/ti amo e via discorrendo, ma vuoi mettere con "bonifico a vostro favore"? uh senta come suona bene. Becera e materialista! e allora ci si inventa, si fa e si disfa, si gioca a tetris e si pensa che il massimo che può capitarci è di passare l estate nel reparto magazzino dell'ikea, lì avranno allestito sicuramente un angolino con i mobili da giardino e le piante, e ci sono le mitiche polpette (che c avranno mai di mitico poi?) e basta andare lì, con le infradito e gli occhiali da sole e il gioco e fatto.
E lì non c è nemmeno vento...



Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...