lunedì 21 luglio 2014

Pensieri condivisi.


Il popolo ebraico ormai non merita più quella "simpatia" e quell'affetto solidale che dalla fine della guerra si era conquistato nell'opinione pubblica di tutto il mondo per le sofferenze e le tragedie che ha subìto. 
Gli israeliani stanno applicando ai Palestinesi gli stessi metodi, gli stessi abusi di cui sono stati vittime. Vivere oggi, ricordando l'Olocausto pretendendo che si perdoni tutto ciò che fanno nel nome di quello che soffrirono mi sembra in qualche modo un abuso. E' come se non avessero imparato nulla dalla sofferenza dei loro padri e dei loro nonni. 
Josè Saramago.



“Sappiamo troppo bene che la nostra libertà è incompleta senza quella dei palestinesi”
Nelson Mandela. 


martedì 15 luglio 2014

mercoledì 9 luglio 2014

di azzurro che riempie gli occhi, e di occhi azzurri...

ci fa compagnia un temporale al giorno. 
anche oggi, sono arrivata con un sole pazzesco e 30 gradi. ora invece a momenti il vento apre la porta dell ufficio e già più di mezzo orizzonte è coperto di nuvole che uno non si metterebbe mai a guardare steso su un tappeto di fragole. 
per dire. 
così non riesco ad andare a camminare come vorrei, anzi. non ci riesco proprio. l altra sera la mia via, nella terra degli hobbit era allagata. la pianta Mafalda ha pensato di suicidarsi cercando il salto giù dalla finestra della sala, la menta è stata sbattuta così violentemente che temo avrebbe preferito finire in un mojito. l'oleandro e il tronchetto della felicità si sono stretti in un lungo abbraccio e ho dovuto raccoglierli dal pavimento. cose che nessuna mamma vorrebbe mai vedere. 
lunedì il vento soffiava a più di 100 km/h. io non riuscivo nemmeno a chiudere la ribalta del bagno, mi ci è voluta una spinta con tutte e due le mani e la prontezza di girare la maniglia, mentre la Melli finiva sotto il letto tra un tripudio di porte che sbattevano. coda in salvo. 
il mio umore è ballerino quanto il meteo. passo dal sole radioso dei bei pensieri e di risate che non mi ricordavo che si potesse così con facilità, e le zone d'ombra di quel tipo di paura subdola, quella che ti si insinua mentre ancora fai pensieri alla vie en rose. quella che ti fa pensare "e se?" e se sbaglio di nuovo? ancora? se faccio un disastro, se faccio del male che c ho sto carattere ingombrante e giusto un filo complicato. e se vince, quella parte di me abituata all'arte di arrangiarsi, sempre comunque davanti a tutto, con il coltello tra i denti e sempre avanti. mentre l altra parte di me, quella che vorrebbe fidarsi e pensare che sì, magari c è pure qualcuno che alle volte ha voglia di prendersi cura di te e dei tuoi pensieri, (che il coltello lo puoi usare solo per affettare il melone, e poi rimetterlo lì nel ceppo) è partita per una vacanza anni e anni or sono e ancora non ha mandato nemmeno una cartolina. 

la solitudine è una gran brutta bestia. ti convince di essere completamente autonoma in tutto, di poter bastare a te stessa, di stare bene, anche quando i piedi sono freddi e non c è nessuno che si faccia più vicino per scaldarteli. è come uno di quei coach fissati con il fitness che se solo s accorge che guardi un sacchetto di marshmallow con la voglia di affondarci la mano, ti spedisce subito a fare 150 flessioni e almeno 30 giri di corsa del maracanà. 
eppure, anche ci sono momenti di cielo nitido di un azzurro da riempirsi gli occhi. 
eppure... c è qualcosa di speciale nel sentirsi prendere la mano in mezzo alla folla, che non ci perdiamo, dimenticarsi gli orari dei treni e avere quella faccia da "e adesso?" e sentirsi dire "alle sette e cinque, monella". 
la timidezza dei primi momenti, quelle che ti fanno arrossire, quelle che ti fanno sentire impacciata come una quindicenne, (o come una quasi quarantenne che si è dimenticata come funzionano certe cose). abbassare la testa e sfuggire allo sguardo, che poi magari t accorgi che tutta sta sicurezza ostentata è pressoché inesistente. 
giocare con i nomignoli, il peluche dagli occhi azzurri che è un peccato lasciarlo lì, e dirsi no: sul balcone di Giulietta non ci andiamo che se no poi ci domandano anche gli autografi. scoprire l ebbrezza di avere tempo. che sì fugge, e corre veloce ma non necessariamente si è tenuti a rincorrerlo che non c è fretta perché vorrei investirne un po'. e allora azzardi a pensare che forse, hai tutto il tempo che vuoi. 
poi il vento dei pensieri cambia, e riecco le nuvole pesanti e scure del e se cambia idea e se ne va? diventa difficile chiudere la porta quando il vento soffia contrario, e mentre ci provi, tutte le tue cose alle tue spalle prendono il volo...

on air: Zucchero - Quale senso abbiamo noi

venerdì 4 luglio 2014

Ciao Giorgio...


La bellezza dell'estasi orrorifica consolida l'orrore estatico in una metafisica pazienza:
 quando morirò vivrò nei miei romanzi.
(da una intervista al Corriere della sera, 13 gennaio 2009)
  
 


martedì 17 giugno 2014

Modalità ON

 La determinazione può cambiare la tua mente.
La determinazione può cambiare il tuo cuore.
La determinazione può cambiare del tutto la tua vita.
Sry Chinmoy

martedì 3 giugno 2014

Lo zen e l'asse da stiro

Sarà che ieri mi sono decisa, ho cercato in fondo allo stanzino e ritrovata l'asse, dimenticata lì da tempo. 
Aperta nel mezzo del salotto, cercato di convincere più volte la Melli a scendere da lì, e poi sono partita in quarta. Con quello che era l'ammasso di circa 4 lavatrici di roba da stirare. 
Stirare non mi fa impazzire, ma per certi versi mi pace. Solo che faccio fatica a restare in piedi ferma, il ginocchio dopo un po' s'annoia e inizia a lagnarsi come un bimbo di 4 anni a cui scappa la pipì. Però ha il suo bel perché. 
Intanto perché fai mente locale sulle cose che hai. Oddio... io non ho un guardaroba immenso, però succede che alla fine finisci per mettere sempre le stesse cose. E succede anche che qualche maglietta te la dimentichi "ma che davvero ho comprato sta roba?". Alle volte, credo il più delle volte che passeggiando per il mercato della Terra degli Hobbit finisce che compro qualcosa, è più per gratificazione personale, che per reale necessità. Però ammetto che mi sto ridimensionando. L'altro giorno entrando nel negozio di scarpe, non m è venuta voglia di comprare niente. Ho pensato seriamente di avere la febbre. 
Ma tornando allo stiro... Non sono di quelle che stira cantando. Infatti non c ho nessuno che mi bussa alla porta per abbracciarmi. Però stiro pensando, e guardando il tessuto che si liscia, mi capita di pensare che non sarebbe male aver un ferro da stiro per i pensieri. Farlo passare in mezzo a quelli più grinzosi e ritrovarseli ben lisciati e con le pieghette fatte nel posto giusto. Mah. Sarà che alle volte funziona per semplice osmosi, sarà che Brontolo ancora non brontoleggia, e con la porta aperta dell ufficio si sta bene che mai... Sarà... ma oggi il mio umore sereno è proprio liscio liscio... 

Come passa in fretta il tempo...

Alla fine è arrivato marzo ma pure maggio e siamo a tre passi da giugno.  Nel mezzo l'uscita del romanzo, la promozione, il Salone del l...