lunedì 16 febbraio 2026

Aspettando marzo...

16 febbraio 2001.

La Squadra Mobile di Padova, guidata dal commissario Alessandro Giuliano, stringe le manette ai polsi di Michele Profeta.

È la fine della caccia al serial killer di Padova.

Sono passati 25 anni e io quei giorni li ricordo bene.

Ricordo la paura, il silenzio pesante per le strade, la sensazione che qualcosa si fosse spezzato nell'equilibrio di una città che pensa da sempre che "certe cose le vedi solo al TG".

Da quella memoria nasce questo racconto.

Un ritorno dentro un tempo che, in cuor mio, non ha mai smesso davvero di fare rumore.

In attesa del romanzo che arriverà presto, se vi va di tornare a leggermi… Mi trovate qui. 

mercoledì 11 febbraio 2026

11.02.2026 - Propositi di Presenza: come voglio abitare i miei giorni.

 
È vero ho saltato, per ora, i propositi della verità. Perché al momento non so proprio se riuscirei a barcamenarmi in merito alle cose che mi racconto, quanto mento a me stessa. 
Come voglio abitare i miei giorni? 
Oggi mi abito male. 
Ho sognato che la porta di casa non mi chiudeva ed entravano gatti e cani randagi. E non la vivrei male se non avessi avuto la sensazione di sottofondo di non riuscire a proteggere i Kiss. Era quella l'angoscia, di poterli lasciare in pericolo. 
Oggi ho l'ansia della pre uscita. Un angolo del mio cervello continua a dirmi che sarà una catastrofe, il libro non piacerà a nessuno, il racconto nemmeno, il mondo è pieno di persone autorevoli e preparate ma tra loro non ci sono io. 
Fossati l'ha spiegata benissimo, cantandola così:

Ti sembra tutto visto, tutto già fatto
Tutto quell'avvenire già avvenuto
Scritto, corretto e interpretato
Da altri meglio che da te

Vorrei abitare i miei giorni senza la sindrome dell'impostore comodamente adagiata sulle mie spalle. 
Avere quella fiducia in me e nelle mie capacità che non mi renda arrogante ma meno critica e meno angosciata davanti al lancio di un romanzo sui cui ho lavorato Tossani solo sa quanto, e che ora mi fa tremare i polsi. 
E, razionalmente, me lo dico: non valesse Mursia non ci investirebbe. Non starebbe facendo lavorare grafico, redattori, ufficio stampa... 
Sono dove devo essere. 
Ecco, me lo ripeto respirando e cercando di convincermi. 
Lo so. 
Sono stati d'ansia che arrivano, che colpiscono chi si mette in discussione, anche troppo forse come dice la mia psicologa, e che poi passano. Nel tempo ho imparato a riconoscerli e non a combatterli ma a viverli con l'idea che "ha da passa' a nuttata". 

Vorrei abitare i miei giorni sentendomi la padrona di casa e non in prestito. Questo sì. Però sono pure dell'idea che la consapevolezza non cada dal cielo ma arrivi con un continuo tendersi al miglioramento. O forse avrei bisogno, solo, di un po' più tranquillità: economica prima... emotiva poi. 

Mi rendo conto che non sia un proposito ben pianificato, ma in questo momento non credo di riuscire a fare di meglio. Ma forse, abitare i proprio giorni con consapevolezza, significa anche accettare di non avere sempre tutte le risposte pronte a portata di mano. 
Fosse così, sarei ChatGpT. 

giovedì 22 gennaio 2026

22.01.2026 - Propositi di Coraggio: cosa faccio anche se ho paura.

Che poi lo so, va sempre a finire così. Una fa il buon proposito del proposito, come promettere di essere puntuale e poi il caos della routine ci mette del suo. 
Il 1° gennaio sono partita chiara, strutturata e con un certo ordine, il 2 gennaio mi sono fatta un regalo: sono stata al cinema a vedere Primavera. Un film bellissimo, tanta emozione che resta addosso anche nei giorni dopo. 
Il 3, invece, mi sono svegliata con una temperatura intorno ai 34.2 praticamente un iguana con l'energia vitale di un capibara. 
La mia testa ha continuato a lavorare, il resto del mio corpo è entrato in modalità "risparmio energetico" ed ecco che sono passati venti giorni. Che mi sono sembrati lunghi il doppio, tra l'altro. 
Quindi scrivo 22 gennaio e mi sembra sia il 48... A ogni modo, la seconda tranche dei propositi parla di coraggio. 
Ci sono due frasi che, pensando al coraggio, mi sono venute in mente.
La prima è di Giorgio Faletti, dalla sua canzone "Minchia signor tenente". 
"...che di coraggio ne abbiamo tanto.
Ma qui, diventa sempre più dura quando ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura"
E se guardiamo un qualsiasi TG, in questi giorni, sfido chiunque a dire di non essere affatto preoccupato di quello che si sente. 

La seconda è di Voltaire: "la più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore". E secondo me non è un caso siano arrivate una dopo l'altra. Che a ben vedere si legano nonostante la distanza del tempo e del pensiero con cui sono state espresse. 
Mentre pensavo a cosa mi spaventa e quello che affronto o che devo affrontare, come tutti, nel mio quotidiano, ho capito che non è tanto il cosa. La caldaia di Madre che non funziona, i problemi economici e di salute, non gravi i secondi e che mi fanno star sveglia i primi, ho capito che già pensarci significa passarci attraverso. 
La caldaia non funziona, si chiama il tecnico, si litiga con l'Ater, si conta a mente per non insultare, si richiama il tecnico e si va avanti. 
Paura di non farcela, paura di non essere all'altezza della situazione, paura del mondo di te e a volte anche di me stessa. Eppure ci alziamo tutti dal letto, cacciamo giù un caffè, forse due e poi torniamo in strada. Facciamo progetti, dal cambiare un mobile al dove andare in vacanza quest'anno, e allora il coraggio, in qualche modo si palesa. Lo si potrebbe arricchire mettendoci quel qualcosa in più. Un sorriso, una battuta, una risata. 
Un gesto gentile. 
Quindi il mio buon proposito sul coraggio, oltre a quello di provare a essere più presente, che di sto passo finisco a maggio, è quello di cercare il buonumore anche nei momenti di paura. 
Sembra facile... 

On Air: Mi manca Bugo feat Emal Meta che poi questa canzone non so se c'entra, ma la sto ascoltando ora, quindi ce la facciamo entrare. 


giovedì 1 gennaio 2026

01.01.2026 - Propositi di Confine: cosa non permetto più.

 

E così, ci siamo. 

Ieri sera ho guardato "Un amore splendido". Quanta bellezza in un solo film. La gestualità di Deborah Kerr vale da sola tutto il film. Quel suo modo di camminare, quasi da ballerina di danza classica. E come muoveva le mani. Bellissima. 
Stamattina ho scritto a Tossani: "Diventerò una zitella gattara con la passione dei film vecchi". Che l'avevo guardato per necessità di romanzo5 e poi me lo sono goduto perché semplicemente stupendo. 
A ogni modo, finalmente abbiamo svoltato non una pagina ma tutto il calendario. Non mi mancherà, credo, il 2025. È vero: ho sempre avuto la passione dei numeri dispari ma credo che, per quest'anno, farò eccezione. Del resto se vogliamo rimescolare le energie si devono cambiare dei fattori, no? 
E a proposito di energie. 
Domani vado al cinema. Sento che Primavera è un film da vedere e domani mi andrò a godere lo spettacolo delle 15.20 come facevo da ragazzina. L'idea mi piace tanto. Ma ora è venuto il momento di concentrarmi: prima famiglia di "propositi". Ossia il "confine". 
Cosa non permetto più. 
Vediamo... il primo, banale forse ma non semplice, non ho più intenzione di leggere i commenti sui social, presenti nelle pagine di testate giornalistiche che parlino di fatti di cronaca, di manovre politiche e affini. Mi viene la gastrite ogni volta. E sì, lo dico anche con un certo tono snob. Se la gente imparasse a leggere credo che la società non sarebbe messa così male. 
* Non voglio più farmi consumare dai problemi altrui. Che non significa mettere da parte l'empatia, non tendere la mano. Ma mi rendo contro che quando qualcuno a cui voglio bene ha un problema vado in loop, il mio cervello si concentra solo su quello e non vedo altro se non il tentativo di una soluzione. Ma se mi esaurisco non sono di aiuto a nessuno. 
Negli aerei, quando mostrano le misure di emergenza, spiegano una cosa che va contro il "senso di pancia": la madre deve indossare per prima la mascherina di ossigeno, e poi metterla al figlio. E a dirla così sembra davvero un controsenso. Ma il punto è: se la madre perde i sensi, non può essere di nessuno aiuto al bambino. La logica c'è. Eccome. 
* Non voglio più guardarmi allo specchio senza benevolenza. Nonostante tutti i difetti estetici che questo corpo può avere, mi ha portata fino all'alba dei miei cinquant'anni. E non è stata cosa facile. Più di una volta avrebbe potuto arrendersi e non l'ha fatto. Posso solo mostrargli gratitudine. 
* Non voglio più ignorare le parole del Dalai Lama: “Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente.” 
E per appoggiarmi a un'altra citazione, chiamo in causa Eleanor Roosvelt:
* "Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso". E non credo nemmeno di dover fornire spiegazioni in merito. 

Di sicuro me ne verranno altri, di propositi di confine, anche se già questi mi sembrano piuttosto impegnativi. Ma sono determinata a non cedere, che tutta questa determinazione non so nemmeno da dove arrivi, ma me la tengo stretta. 

Aspettando marzo...

16 febbraio 2001. La Squadra Mobile di Padova, guidata dal commissario Alessandro Giuliano, stringe le manette ai polsi di Michele Profeta. ...