lunedì 29 dicembre 2025

29.12.2025 - I buoni propositi di Zia Cettina

 

Mentre analizzavo il libro "I buoni propositi" di Sabrina Gabriele", per La compagnia del Segnalibro, ho chattato con Zia Cettina sull'abitudine al tipico elenco che si fa il 31 dicembre e si dimentica il 4 gennaio. 
Per chi come me ha sempre vissuto come "top" l'acquisto del diario di scuola, il vero capodanno emotivo lo vive di più a settembre, in realtà, dovremmo avere la capacità di rivedere il nostro sentiero indipendentemente dalla strada che facciamo. 
Eppure. 
L'anno che verrà, però, il 2026 è niente meno che l'anno dei miei 50 anni. Che a ben pensare non sono nemmeno pochi, anche se, spesso e volentieri, mi sento ancora un po' adolescente e un po' sciroccata. Dicono che i nuovi 50 siano i vecchi 40, e personalmente conosco trentenni che sono più vicini alla maturità di un dodicenne, ma forse non è il caso di focalizzarsi sul numero. 
Eppure. 
Eppure questo pensieri mi resta lì, di sottofondo o in background, per dirla in termini più moderni. E allora ho deciso che eliminerò i buoni propositi del 1996, ancora intonsi, e mi dedicherò a quelli del 2026 con una certa serietà. E no, non verteranno su "perdere 10 chili, iscrivermi in palestra" e altre banalità a tema, su cui gira intorno anche Bridget Jones. 
Con Zia Cettina abbiamo trovato cinque famiglie in cui dividere le sfide di quest'anno. Ne ho parlato anche al club del libro e alcune ragazze mi hanno chiesto di condividerle e allora, perché no. Le scrivo anche qui e nei prossimi giorni vedremo, insieme, di dare loro maggiore definizione. 

I buoni propositi del 2026
*Propositi di Confine: cosa non permetto più.
*Propositi di Coraggio: cosa faccio anche se ho paura.
*Propositi di Verità: dove smetto di mentire a me stessa. 
*Propositi di Presenza: come voglio abitare i miei giorni. 
*Propositi di Misura: scegliere il quanto, il quando e il con chi. 

Quest'ultima mi ha colpita particolarmente, perché dentro ci va l'imparare quando fermarmi, non spiegare più del necessario, non svuotarmi... e soprattutto comprendere e accettare che non tutto va salvato risolto e accompagnato, Zia Cettina ha aggiunto: "sai perché questa quinta è importante per te? perché sei accudente, senti molto, e perché hai passato anni a dare troppo o a toglierti troppo". Imparare la misura è scoprire l'equilibrio". 

Mi sembrano degli ottimi spunti di riflessioni e blocchi di partenza. 
Nel frattempo, ho comprato un rossetto rosso.
Il primo della mia vita. E mi sembra già di aver fatto una cosa grande. 



domenica 28 dicembre 2025

28 dicembre 2025

E così siamo arrivati, quasi, alla fine di questo anno. Ho visto che il post precedente è di agosto e nel mezzo, come spesso mi accade, il tempo mi sembra volato. 
Alle volte vola, altre volte mi sembra precipitare a mo di valanga... Da allora sono successe diverse cose: 
* mi è stata detta la data di uscita del romanzo: 9 MARZO, SIORE E SIORI... 
* ho trovato un secondo lavoro, che poi sarebbe il terzo ma si è preso gran parte delle mie energie e del tempo utile, quindi ha scavalcato il mestiere dell'editor, posizionandosi nel podio dopo l'essere magazziniera, con il titolo di impiegata. È una sostituzione di maternità, per ora, ma è un bel cambiamento. Dopo anni di partita iva, che equivale a vivere con il coltello tra i denti, una mano sugli F24 e l'insonnia cronica, un frammento di certezza, anche se "incerto" e forse a termine, ha un peso specifico di una certa entità. 

Ho bisogno di spazio. 
Credo l'abbia capito anche l'universo quando, l'ante-vigilia di Natale ha fatto sì che lasciassi cadere il martello sul tavolo da pranzo. 
In vetro. 
Credo che raccoglierò cocci fino alla mia età pensionabile. Fatto sta che ora non ho più un tavolo da pranzo, però ho spazio in sala e ancora non sono così sicura del come riempirlo. 
Sono in ascolto. 
Ascolto i segnali che mi arrivano, anche dal mio corpo: come la schiena che ogni tanto scricchiola o le gambe che mi fanno male, anche se credo che condividere il letto con tre palle di pelo sia un coadiuvante nei dolori della fibromialgia. 
A ogni modo, il "decluttering" iniziato ad agosto continua. Soprattutto dentro di me. 
Credo che la decisione più importante che ho preso, in questo ultimo periodo, sia di mettere me stessa e le mie esigenze prima di tutto il resto. All'inizio mi sentivo (e talvolta ancora mi sento) piuttosto egoista. Anche se chi mi conosce bene dice che era pure ora. 
Sto scoprendo che mi piace. 
Anche ammettere che non posso salvare tutti, che non posso essere la stampella più o meno emotiva di tutti, mi sta piacendo molto, perché mettere questo paletto mi permette di non buttare continuamente sale sulle mie pellicine sbucciate. E non significa aver messo da parte la mia empatia. Significa solo aver dato un ordine di priorità inverso a quello a cui ero abituata. 
Con le ragazze del club del libro abbiamo parlato di "buoni propositi". Come ogni anno ci troviamo imbrigliate in questa idea e, al contempo, la rifiutiamo o la si ignora, io stessa credo di avere ancora intonsi quelli del 2012.
Però quest'anno è diverso. 
Quest'anno vorrei avere delle mete da rincorrere, e in cui credere soprattutto. Mi ero anche comprata un quaderno, cosa che ho fatto tutti gli anni, ripromettendomi di scrivere e poi... oddio, i precedenti sono stati lasciati a metà. E se usassi te, come "diario"? 
Voglio dire, se tu fossi il mio mezzo per trasportare i buoni propositi dalle mie idee ai miei giorni? 
Einstein diceva che non possiamo pretendere di avere risultati diversi, se facciamo le stesse cose. Allora proviamo a cambiarle. 
Quest'anno, a Capodanno, metterò le mutande rosse. 
E ricomincerò a scrivere qui. Sarai il mio diario strategico: ho un libro nuovo in uscita, con una nuova casa editrice... voglio godermela quest'avventura. Che torna dopo che qualcuno si era messo di buzzo buono per farmi arrendere. 
E tu, mi accompagnerai in questo viaggio. 
Adesso vado a togliere un po' di polvere dalle tue mensole e cambio l'acqua ai tuoi pesci rossi... sì, hai anche due pesci rossi: Punto e Acapo. Meglio li tenga tu, che qui con tre gatti farebbero una brutta fine. 
Anno nuovo
Vita nuova. 
E nuova pure Syssa. 

On Air: I treni a vapore - Ivano Fossati 

Aspettando marzo...

16 febbraio 2001. La Squadra Mobile di Padova, guidata dal commissario Alessandro Giuliano, stringe le manette ai polsi di Michele Profeta. ...